Calcio, la Rai taglia la moviola. Verso la normalità?
Pubblicato da Joshua Evangelista alle 12:13 in Current Affairs, Sports, Television
Andate a Londra, magari per una settimana, e provate a fare un po' di zapping televisivo tra i canali britannici: nessuna trasmissione sportiva vi bombarderà con ore di moviola, dibattiti tra comici e intellettuali su fuorigioco e falli da rigore, siparietti con modelle che dicono la loro sull'arbitrato.
Forse, e dico forse, anche gli italiani a breve potrebbero godere di un po' di maggiore serenità calcistico-televisivo. E con serenità non intendo "normalità", concetto astratto e impensabile per la realtà mediale italiana. Intendo una propensione maggiore verso ciò che il calcio è: un gioco.
Dopo 43 anni, infatti, la Rai "spegnerà" i logoranti dibattiti sulle azioni al rallentatore. Dal prossimo campionato l'esperto (un ex arbitro o chi per lui), dirà la sua opinione e punto. Le chiacchiere post-moviola (in questi ultimi anni terribilmente portate avanti dai vari Longhi, Tombolini, Galeazzi, Teocoli e Bagni) verranno trasferite dove sono di casa: al bar davanti a una pinta di birra.
In tv, invece, ogni settimana verranno rivisti solo tre o quattro casi "eccezionali". Poi basta: il calcio potrebbe tornare ad essere uno sport in cui i 22 atleti che inseguono il pallone sono più importanti dell'uomo in divisa che fischia.
Una scelta apprezzabile e in controtendenza, quella del direttore di Rai Sport, Eugenio De Paoli. Magari a questo punto, per farci felici, visto che nei salotti televisivi la moviola prenderà polvere, la si potrebbe spostere in campo...
Caldo e afa non fermino la vostra fame di approfondimento. Il sabato estivo di questo blog è caratterizzato da




