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La cornice è la decisione di consegnare a Sergio Romano il premio E' giornalismo 2010. Giorgio Bocca, tra i fondatori del premio nonché membro stabile della giuria, ha spiegato che hanno scelto Romano "è un giornalista che parla di cose che conosce bene, soprattutto in politica estera; è indipendente, onesto e bravo".

Nel frattempo, da vecchio cyrano senza dubbi qual è, ai microfoni di Radiodue non rinuncia a farcire le motivazioni della scelta della giuria con delle considerazioni poco lusinghiere nei confronti di un altro collega assai chiacchierato:"Feltri non fa giornalismo, fa maldicenza. Nel male e' il migliore. E il migliore non lo si premia, lo si manda all'inferno".

E quando i conduttori incalzano su Travaglio, Bocca lancia messaggi apocalittici "Travaglio non abbiamo il coraggio di premiarlo perché altrimenti Berlusconi lo fa uccidere subito".

Un j'accuse secco e inasprito, una tappa del suo percorso distante persino dalla malinconia con la quale aveva condito un'intervista rilasciata nel 2007 all'Espresso e in cui diceva: "Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l'emancipazione civile dell'Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c'erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi, i tipi alla Briatore".

 

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Nell'inserto Affari & finanza del numero di oggi di Repubblica c'è una bella intervista di Eugenio Occorsio a Nicholas Negroponte, guru (parola abusata, ma per lui è più che giustificata) mondiale di internet e fondatore del Media Lab.

Ecco alcuni passaggi interessanti sul futuro dei media: 

Perplessità sulla diatriba Google-Cina. "Google da anni ha a che fare con la censura. Perché andarsene proprio ora? Secondo me, ha fatto un calcolo costo-benefici. Prende un rischio economico in cambio di una vittoria di pubbliche relazioni". 

Privacy sui social network. "Tranne in casi abbastanza rari, la violazione della privacy avviene quando una se la va a cercare. Il più delle volte quando un video finisce su YouTube è perché uno se l'è fatto girare, e quando ci si lamenta che le proprie informazioni su Facebook siano finite chissà dove, è perché noi stessi quelle informazioni le avevamo inserite su quel social network. Se mi metto nudo in piazza non posso dire di essere preoccupato per il mio senso del pudore, nè lamentarmi perché la gente mi guarda".

Affidabilità di Wikipedia. "E' estremamente affidabile, ha avviato un circuito viruoso che la porta a migliorare costantemente. E' un self corretting medium, dove si dimostra al suo meglio l'intelligenza collettiva".

News a pagamento (Negroponte è membro del comitato di controllo della News co. di Murdoch, ndr). "Tutti di fatto pratichiamo la teoria di Robin Hood, dove non importa se il giovane o il povero rubano le informazioni, tanto ci saranno sempre il vecchio o il ricco a pagarle. Nulla è gratis, ci sono mille modi di pagamento indiretto: a questo punto è meglio e più trasparente pagare esplicitamente. C'è  la garanzia che l'informazione cui si accede è di qualità, indipendente, frutto di rigorose scelte ed elaborazioni". 

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Reporters sans frontières sta incalzando le autorità cinesi sul caso Gao Zhisheng, l'attivista di cui non si hanno più notizie dal 4 febbraio dell'anno scorso.

"Temiamo il peggio. Le autorità devono fornire delle spiegazioni concrete ai familiari, producendo delle prove che egli sia ancora in vita, comunicando i dettagli sul luogo di detenzione e concedendo alla moglie di aver un contatto diretto con lui", si legge in un comunicato.

Strano, ma forse neanche troppo, il percorso di Zhisheng. Nel 2001 per il ministero della Giustizia era "uno dei dieci migliori avvocati del paese", famoso per aver diffuso attovisti, giornalisti e pastori evangelici arrestati per la diffusione di bibbie.

Dal 2006 inizia a diventare sempre più scomodo. Scioperi della fame in favore dei diritti umani, seguiti e condivisi da decine di persone in Cina e all'estero.

Dopo una prima condanna a tre anni di prigione è stato rilasciato e poi riarrestato per più volte. La versione ufficiale della polizia è che nel settembre 2009 è misteriosamente "scomparso".

Sconvolgente una sua lettera del 2007 e pubblicata nel febbraio 2009, in cui aveva descritto le sedute di tortura subite in carcere (dal sito di Rsf Italia ):

Gao Zhisheng, figlio di puttana: la tua ora è arrivata! Fratelli, facciamo vedere a questo stronzo fino a che punto possiamo essere brutali. Uccidiamo questo bastardo!", gridava il capo di un gruppo di quattro uomini armati di manganelli elettrici che hanno cominciato a picchiarmi con violenza sulla testa e sul corpo. Non si sentiva altro nella sala che il rumore dei colpi e dei miei rantoli. Sono stato picchiato con tale violenza che tutto il mio corpo ha cominciato a tremare in modo incontrollabile.

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Uno dei privilegi di lavorare in una redazione e curare contemporaneamente un blog sul giornalismo è la facilitazione di stare sempre sul pezzo. E' doveroso quindi segnalarvi che domani alle 11.35 su Sky Tg24 l'ospite di IoReporter sarà Mario Tedeschini Lalli, competentissimo giornalista del gruppo Espresso, blogger di Giornalismo d'altri e docente di giornalismo digitale ad Urbino.

Con lui parleremo di vari temi tra i quali futuro dei media, rapporto giornalismo professionale/citizen journalism, decreto Romani e strumenti della comunicazione 2.0. Da non perdere!

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Feb 10 4

Anche il Photoshop è a favore del Leggittimo Impedimento

Pubblicato da Joshua Evangelista alle 11:44 in Deontologia, Mass-media oggi


Molti pensano che Adobe Photoshop serva a stravolgere le facce degli amici in vacanza o a togliere i rotoli di grasso delle modelle in posa per le riviste patinate. Sbagliato: può anche facilitare la lettura univoca di un importante evento politico.

Il blog "Non leggerlo" segnala un fatto assai curioso: il Giornale ha pubblicato questa foto sfocata in cui non è possibile leggere cosa sia scritto nei cartelli di questi deputati dell'Idv, in protesta ieri durante il voto sul Leggittimo impedimento.

I vari "Costituzione violata" e "leggittima impunità" scritti sui cartelli sono assolutamente illegibili. "Strano - si legge sul blog - a tutti gli altri le foto sono venute abbastanza bene".

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