Giorgio Bocca premia Sergio Romano e manda all'inferno Vittorio Feltri
Pubblicato da Joshua Evangelista alle 20:41 in Current Affairs, Deontologia, Dibattiti, Interviste, Protagonisti
La cornice è la decisione di consegnare a Sergio Romano il premio E' giornalismo 2010. Giorgio Bocca, tra i fondatori del premio nonché membro stabile della giuria, ha spiegato che hanno scelto Romano "è un giornalista che parla di cose che conosce bene, soprattutto in politica estera; è indipendente, onesto e bravo".
Nel frattempo, da vecchio cyrano senza dubbi qual è, ai microfoni di Radiodue non rinuncia a farcire le motivazioni della scelta della giuria con delle considerazioni poco lusinghiere nei confronti di un altro collega assai chiacchierato:"Feltri non fa giornalismo, fa maldicenza. Nel male e' il migliore. E il migliore non lo si premia, lo si manda all'inferno".
E quando i conduttori incalzano su Travaglio, Bocca lancia messaggi apocalittici "Travaglio non abbiamo il coraggio di premiarlo perché altrimenti Berlusconi lo fa uccidere subito".
Un j'accuse secco e inasprito, una tappa del suo percorso distante persino dalla malinconia con la quale aveva condito un'intervista rilasciata nel 2007 all'Espresso e in cui diceva: "Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l'emancipazione civile dell'Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c'erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi, i tipi alla Briatore".








