In tribunale Lerner batte Landolfi 1-0
Pubblicato da Carlo Felice Dalla Pasqua alle 10:29 in Deontologia, Giornalisti e cdr, Mass-media oggi
Vi ricordate le famose immagini del primo ottobre 2001, quando Gad Lerner diede le dimissioni da direttore del Tg1, coinvolto nella polemica per non aver evitato la messa in onda di immagini legate a un'inchiesta sulla pedopornografia? Vi ricordate che in diretta sventolò un bigliettino dicendo che si trattava di una raccomandazione di Mario Landolfi, allora presidente della commissione di vigilanza sulla Rai e ora ministro delle Comunicazioni? Ebbene, Landolfi gli fece causa e ora il giudice Rosaria Maria Rizzo, presidente della prima sezione civile del Tribunale di Roma, con la sentenza 1826/2006 ha dato ragione a Lerner, negando che Landolfi abbia diritto a un risarcimento e condannando il ministro a pagare 4.000 euro di spese processuali.
La notizia, comunicata ieri dallo stesso Lerner all'Ansa e ripresa oggi, per esempio, dall'Unità, parla di una sentenza nella quale il Tribunale ritiene "forte, ma legittima la risposta critica e pubblica del dott. Lerner, in un difficile rapporto tra politica e servizio pubblico Rai, a cui era stato dato ampio spazio dagli organi di informazione". Lerner, difeso dall'avvocato Agostino Gambino e oggi conduttore dell'"Infedele" su La7, presentando le sue dimissioni dal Tg1 aveva detto, parlando di Landolfi: «Con questo signore sono andato a pranzo il 13 luglio scorso. Abbiamo parlato dei massimi sistemi. Alla fine del pranzo mi ha fatto vedere un bigliettino: "Ci sarebbe questa persona da sistemare", mi ha chiesto», mostrando in diretta la segnalazione consegnatagli dal deputato di An.
È scritto ancora nella sentenza: "Le dimissioni del dott. Lerner sono avvenute in un clima infuocato su pressioni anche pubbliche dello stesso Landolfi e nonostante il consiglio di amministrazione della Rai lo avesse invitato al ritiro delle dimissioni". E poi: "Resta accettato (addirittura ammesso) il fatto storico di una "segnalazione" di un caso specifico, peraltro in circostanze e modi inusuali. Non importa che l'indicazione di un nominativo sia avvenuta nell'ambito di un discorso più ampio sulla categoria dei precari Rai (fatto nemmeno dimostrato) o che sia stato effettivamente consegnato il bigliettino: il nucleo centrale della notizia resta vero".
Toghe rosse anche in questo caso, almeno stando alla reazione di Landolfi: «Mi sento come il povero falegname Aronne Piperno davanti al potente Marchese del Grillo, è morta la giustizia. Si tratta di un clamoroso caso di giustizia politica».







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