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Mar 0623

Keller, i blog, i proprietari delle notizie e i disclosures

Pubblicato da Carlo Felice Dalla Pasqua alle 17:01 in Deontologia, Giornalisti e cdr, Mass-media oggi


Bill Keller, direttore del New York Times, ha deciso di smettere di leggere i blog sul giornalismo, compreso Romenesko: "Non hanno niente di male e non ho nulla contro la loro esistenza, è solo che possono portare a un enorme e in qualche modo disorientante grado di autocoinvolgimento". Per Jeff Jarvis, "in questo modo Keller perde il diritto di lamentarsi o di deridere chi - a partire dal presidente George Bush - dice che non legge giornali, specialmente il suo".

Jarvis se la prende anche con l'affermazione secondo cui i lettori non devono necessariamente avere il diritto di conoscere i processi decisionali che hanno condotto un giornale a fare questa o quella scelta: "È una pretesa di proprietà delle notizie. I giornalisti sono arrivati a credere di essere i proprietari delle notizie perché sono stati i proprietari della loro distribuzione o è stato concesso loro un accesso speciale. Ma non è e non è mai stato così. Il pubblico possiede le notizie. Sono nostre. E il pubblico ha il sacrosanto diritto di giudicare la gestione delle notizie da parte dei giornalisti".
(In originale: "But to say that readers are not “entitled” to view that process is, to me, a claim of ownership over the news. Journalists came to believe that they owned news because they owned distribution or were granted special access. But they don’t and never did. The public owns the news. It is ours. And the public has a perfect right to judge the stewardship journalists exercise over news").

Nota per i giornalisti italiani (ma non solo): alla fine Jarvis è di un'eleganza e di una correttezza eccezionali: siccome ha parlato del New York Times e del suo direttore, si sente in dovere di mettere in pubblico i suoi rapporti con quel giornale, in modo che i lettori sappiano quali rapporti sono intercorsi fra chi scrive e l'oggetto del suo articolo: "I consult for The New York Times Company at About.com and have given NYTimes.com occasional advice on blogs. I have had one meeting with Keller and have spoken at an event for Times management. I know a few Times reporters, not through the course of my consulting but as a result of blogging. I buy The Times — yes, the paper Times — to read on the train every day".

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Commenti

1. Giacomo Montana, Domenica 28 Gennaio 2007 ore 12:08

Scoop Giornalistico: la Professione, L'etica e la Morale
di Giacomo Montana
Ci sono professioni che fanno vibrare di entusiasmo, questo perché ti riportano a quel grande sentimento che un tempo stimolava ed entusiasmava l'azione dei Padri, ma oggi il giornalismo non si fa così. Viene tutto filtrato, manipolato, in parte censurato. Il resto non viene neppure presentato e così via dicendo. Oggi la passione, lo slancio e il sacrificio delle imprese, nella impostazione e nella scelta degli argomenti, non può più tendere all'omaggio verso i valori tradizionali della missione del giornalista e del relativo potenziamento del suo vero talento. Il vero naturale e brillante professionista della carta stampata è completamente scomparso. Oggi lo Scoop viene ricercato di tipo facile, quello che serva a qualcuno e che non dispiaccia a molti. L'importante è documentare un fatto e più grave è, meglio è. Se per esempio viene segnalato alla Stampa un pericolo ove vi è a rischio l'incolumità di qualcuno, questo non viene assolutamente preso in considerazione. Ma se quel rischio causa un morto, allora come mosche sullo sterco, sono tutti attenti e all'opera per stilare un articolo. La sindrome della NON PREVENZIONE oggi è arrivata a contagiare anche i giornalisti. Tuttavia ciò accade non per colpa loro, ma per un sempre più marcio sistema, che lentamente col tempo e su questo sentiero non risparmierà nessuno. A quanto pare non importa più se il significato essenziale di un articolo non volge verso una profonda intonazione sociale ed etica, che aiuta, piace e avvince. Non interessano i momenti interminabili, fondamentali e tremendi della vicenda umana, né tanto meno l'angoscioso dramma di una vittima innocente di un'ingiustizia, di uno strapotere, di un delitto. E' un florilegio di paradossi e di errori. Il buon senso a questo punto viene disintegrato dalla filosofia degli affari, sia economici che politici. E' un modo di pensare che viene instillato ai giornalisti da chi ha il potere economico o politico. Ogni volta che però viene represso il buon senso a qualcuno, si uccide una parte di quella persona, di quel padre di famiglia, di quel professionista. Voi mi direte: "che significa reprimere il buon senso?" Significa accecare la coscienza, stordirla, ammutolirla, sopprimendo il potere interiore, in due parole, schiavizzando l'individuo. L'essere umano viene ridotto a merce da utilizzare a proprio piacimento. Il professionista viene trattato come un animale, da cui si deve trarre utilità, potere e profitto, anche se il prezzo che deve pagare sul piano umano e psicologico è enorme. Senza entrare oltre nel merito di questa questione e contestualmente ai probabili relativi danni alla salute che nel tempo potrebbero verificarsi, ricordo solo la necessità di dovere sapere e di considerare l'uomo e i suoi disagi, come prodotto trasformato dalla organizzazione sociale nella quale viene inserito. Chiunque abbia compreso voglia comprendere con rigore ed empatia a che livello decadente di società siamo approdati, inoltrandosi nel campo delle relazioni di aiuto e di ripristino della vera umanità, sempre più calpestata e danneggiata dal profitto sfrenato e criminale. Sono dell'idea che persone divenute gravi vittime dell'arroganza del potere, debbano avere voce e che non è ammissibile sotto ogni profilo mantenere di nascosto sempre più danneggiata, emarginata e umiliata una vittima del crimine.
Chi volesse vedere un esempio di che cosa si arriva mostruosamente a censurare per oltre un decennio dalla Stampa, legga e veda le prove documentali dei crimini impuniti ai danni di una donna innocente dipendente della Pubblica Amministrazione: un ospedale. Per constatare di persona visiti i sottostanti links.
http://sisu.leonardo.it
http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata_asl.php
http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata.php
Cordiali saluti. Giacomo

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