La selezione di internet e la precisione dei sondaggi

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Lo so che i sondaggi hanno dei sistemi di correzione e so che questi sistemi di correzione devono essere usati nei sondaggi online più ancora che in quelli telefonici. Dev’essere per questo che Libero e la Swg mi hanno chiesto se vado a messa e quante volte eventualmente ci vado: immagino che, se il 90 per cento del campione dice che non va mai a messa, quella percentuale debba essere ridotta perché non corrisponde alla media italiana. Quello che mi piacerebbe sapere, dai blogger che sono nella sede della Swg (Massimo Moruzzi, Massimo Mantellini, Paolo Valdemarin, Alberto Mucignat e Stefano Vitta) o da qualche esperto di sondaggi, è con quale criterio viene formato il campione ritenuto attendibile. Credo che sia una curiosità mia e di tanti altri, immaginando e sperando che non vengano fatte limature tali da raggiungere percentuali simili a quelle dell’ultimo sondaggio Swg fatto con i metodi tradizionali.

Anche perché immagino che si voglia evitare ciò che accadde con Repubblica.it alle Primarie del centrosinistra, che è poi ciò che succede con tutti i sondaggi online, dove è il mezzo (ossia internet) a fare la prima selezione (Repubblica.it onestamente avvertiva del pericolo di un’errata rappresentatività dei votanti). Tanto per ricordare, questo fu, più o meno, il risultato finale delle Primarie:

Primarie_centrosinistra_2

E questo fu, invece, il risultato del sondaggio di Repubblica.it (quasi 160mila votanti): Bertinotti 22%, Pecoraro Scanio 4%, Di Pietro 5%, Prodi 57%, Scalfarotto 6%, Mastella 3%, Panzino 3%.

Sarebbero state necessarie correzioni piuttosto forti per avvicinare il sondaggio alla realtà. Mi piacerebbe sapere quali criteri sarebbero stati usati.

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