Parlare e ascoltare, giornalisti e blogger
Pubblicato da Carlo Felice Dalla Pasqua alle 10:48 in Giornalisti e cdr, Mass-media domani, Mass-media oggi, Web/Tech
I think it's going to be difficult for newspapers to do blogs right because their DNA continues to be trapped in the "we talk, you listen" mode.
Anthony Moor (Orlando Sentinel.com)
Oggi a Roma si parla di "Tutti giornalisti? Il giornalismo professionale fra blog, news aggregator, citizen journalism e industria dei contenuti". Giuseppe Granieri promette di rovesciare la prospettiva: "Io, nei miei dieci minuti, proverò a ribaltare il problema: qual è l'occasione del giornalismo professionale in un mondo a comunicazione allargata?". Antonio Sofi promette invece di far sapere a noi, costretti a star lontano da Roma, come sta andando il convegno: "Ci sono molti amici, l’argomento è di sicuro interesse, Roma in questi giorni è dolcissima, proverò a farne piccola modesta cronaca." Come ho già scritto, se poi Fnsi o Lsdi pubblicassero gli atti non sarebbe una cattiva idea, probabilmente quella lettura potrebbe essere un buon aggiornamento professionale per molti colleghi (a partire da me). E martedì si replica (parlo dell'interesse del convegno e della mia assenza) con "Leggere un quotidiano, leggere la realtà", organizzato a Milano da Corriere della Sera e Università Bocconi.
Una delle questioni essenziali, analizzate in questi anni sotto vari punti, è quella del rapporto fra blogger e giornalista e fra blog e giornale. La letteratura è sconfinata e avete soltanto l'imbarazzo della scelta; di recente ho trovato un buon riassunto di alcune opinioni di giornalisti sulla "Online journalism review" dell'Annenberg Center for Communication della University of Southern California. Robert Niles ha chiesto: "Can newspapers do blogs right?" e queste sono state le risposte di alcuni giornalisti che masticano qualcosa (anzi, parecchio) anche di blog e di informazione online. Ho messo in corsivo, all'inizio e alla fine di questo post, come epigrafe e conclusione, due frasi tratte dalle risposte dei giornalisti americani.
Now, how that powerful new force on the Internet intersects with our mission to provide accurate and credible information to our audience is what we're figuring out. We don't have to do what bloggers v.1.0 are doing now to incorporate blogs effectively into what we do, and I think we shouldn't try.
What makes us journalists is our ability to gather facts, synthesize, and write about the world around us -- and those are not necessarily the requirements of blogging. As long as we couple our essential skills as journalists with this new medium, I think we CAN shape blogs into a valuable new asset for newspapers.
Bob Cauthorn (CityTools.net)
AGGIORNAMENTO DELLE 10.50. Gaspar Torriero fa notare che la mancanza di un blog o di un wiki è uno dei punti deboli del convegno di Roma, che non prevede neppure la diretta online (per il podcast dobbiamo sperare in qualcuno degli ospiti).







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