Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Chi tiene un blog è come il direttore responsabile di un giornale. Lo sostiene il giudice del tribunale di Aosta Eugenio Gramola, che il 26 maggio ha condannato per diffamazione un giornalista, Roberto Mancini, per un testo pubblicato sul blog "Generale Zhukov".
Ieri l'Ansa ha diffuso una parte delle motivazioni di quella sentenza: «Colui che gestisce un blog altro non è che il direttore responsabile dello stesso, pur se non viene formalmente utilizzata tale forma semantica per indicare la figura del gestore e proprietario di un sito
internet».
Continua il giudice: «Ma, evidentemente, la posizione di un direttore di
una testata giornalistica stampata e quella di chi gestisce un blog (e che, infatti, può cancellare messaggi) è, mutatis mutandis, identica. Il gestore di un blog ha infatti il totale controllo di quanto viene postato e, per l'effetto, allo stesso modo di un direttore responsabile, ha il dovere di eliminare quelli offensivi». La conclusione è che chi ha un blog è responsabile anche per i commenti anonimi, se dovessero risultare diffamatori.
E' vero che, come scrivevo il 31 maggio, il blog non può essere un territorio franco per il diritto penale. Altrettanto vero che si pongono problemi concreti non da poco: a partire dal fatto che si costringerebbe l'autore di un blog a filtrare ogni commento che viene scritto. Esiste poi - ed è un problema più strettamente giuridico - quello dell'applicazione di una norma per analogia: il codice penale punisce chi è "direttore responsabile" di un giornale e non chiunque abbia una qualche responsabilità su una o più pagine. Come si fa a dire che il gestore di un blog e un direttore responsabile hanno una posizione, "mutatis mutandis, identica"? O uno è "direttore responsabile" - e allora è punito dalla norma del codice penale sull'omesso controllo (l'articolo 57 del codice penale) - o non lo è. Non ho comunque in mano la sentenza completa e non voglio dare un giudizio definitivo.
Tuttavia è bene che si cominci a parlare anche in Italia di questi problemi giuridici, fino ad ora riservati a pochi esperti del settore (anche in campo legale non sono molti gli avvocati specializzati). Sembra tra l'altro profetico quello che avevo scritto la settimana scorsa, quando parlai di una sentenza di un giudice della Pennsylvania, che aveva assolto un blogger per un commento anonimo ritenuto diffamatorio: "La sentenza è importante per gli Stati Uniti. Ma Paese che vai legge che trovi: non sono certo che anche in Italia il blogger avrebbe la stessa protezione".
[..la norma sulla diffamazione - a cui si rifà anche questa sentenza - non limita alcuna libertà di espressione ma punisce quelle espressioni ritenute lesive della reputazione altrui...]
..ritenute lesive della reputazione altrui.
Ritenute lesive, quindi, da chi ha il compito di giudicare.
Chi giudica e' ovviamente super-partes sempre e comunque, giusto ?
Leggo al link messo da Luca :
[..La Cassazione - in alcune sentenze - ha inoltre precisato che la diffamazione, per essere invocata in giudizio, deve avere determinate caratteristiche per venir considerata tale..]
Non sono un'avvocato, non ho "santi in paradiso", il blog lo tengo per svago personale e posto le mie opinioni (politiche e non) in tono spesso irriverente e burlesco.
Se qualche capoccia con un buon avvocato si offende, che succede ?...
Con questa sentenza, quali che siano le motivazioni espresse, mi sento davvero meno sicuro.
Sto pure seriamente pensando di finirla con il blogging "libero", postando solo cose sicure.
Ogni argomento mi sarà utile per lo studio che sto affrontando, come potete leggere su http://www.lucalodi.it/2006/06/la-paura-dei-bloggers.html e ci vuole un sano intervento del legislatore in tutela dei bloggers.
1. Risposta alla domanda semiseria: ovviamente no, si può essere direttori responsabili soltanto di una testata registrata e, solitamente, i blog non lo sono.
2. Risposta alla domanda seria: la sentenza e l'articolo 21 della Costituzione non si contraddicono. Vero è che la Costituzione garantisce il "diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", altrettanto vero che la norma sulla diffamazione - a cui si rifà anche questa sentenza - non limita alcuna libertà di espressione ma punisce quelle espressioni ritenute lesive della reputazione altrui.
Resto comunque in attesa di poter leggere le motivazioni della sentenza, soprattutto per poter capire meglio quali reati erano contestati a Mancini e leggere per esteso che cosa ha scritto il giudice. Mi piacerebbe poi sentire anche l'opinione di qualche esperto di diritto (avvocato o magistrato). Difficile trarre giudizi definitivi dall'estratto che mi è noto fino ad ora.
Ho due domande :
-Avendo un blog posso scrivere nel mio C.V. che sono un Direttore Responsabile di Testata Giornalistica ?
-Vale piu' questa sentenza del tribunale di Aosta o l'art.21 della Costituzione ?
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alle 20:39
Luca Lodi
Invito alla lettura di questo mio articolo, pubblicato anche su punto informatico:
http://www.lucalodi.it/2006/09/i-blogger-e-le-responsabilit-per.html