L'eterno problema dei suicidi
Pubblicato da Carlo Felice Dalla Pasqua alle 10:43 in Deontologia, Giornalisti e cdr
Noi abbiamo (teoricamente) gli Ordini regionali dei giornalisti che applicano sanzioni, in Gran Bretagna hanno un organo di autoregolamentazione, la Press Complaints Commission, che recentemente si è occupata anche della pubblicaziuone su tre giornali (il Sun, il Times e il London Evening Standard) delle foto di una donna che si stava gettando da un edificio. La Pcc ha respinto le obiezioni di chi riteneva che fosse stato violato il codice di autoregolamentazione, ma ha anche aggiunto a quello stesso codice un invito a evitare eccessivi dettagli sui suicidi. Non esistono e non potranno mai esistere regole fisse per trattare un fatto di cronaca delicato come un suicidio, dove diritto di cronaca e dovere di rispettare i sentimenti altrui si intrecciano più che altrove. Ci si affida - e ci si deve affidare - alla sensibilità di giornalisti e direttori. Qualche volta funziona, qualche volta no.






1. MisterKaneda, Lunedì 10 Luglio 2006 ore 18:05
Per quanto riguarda il riportare la notizia di un suicidio, credo che sia un diritto e un dovere degli addetti ai lavori.
Solo perche' avviene un suicidio e questo tocca i sentimenti dei parenti non e' giusto che suddetta morte debba essere "vincolata al silenzio stampa".
Se invece parliamo di dettagli macabri o immagini/descrizioni di dubbio gusto (atte, tutti lo sappiamo, ad attirare lettori con la loro morbosita') allora credo che una regolamentazione ci stia tutta, e sia d'obbligo.
Parlavo giusto mercoledi' del "Giornalismo da Palcoscenico", di come ci siano vari metri di buon gusto e civilta' secondo cui chi scrive un'articolo dovrebbe approcciare il pubblico e rispettare i parenti delle vittime (forse non solo dei suicidi, ma di tutte le morti che hanno uno sfondo macabro, violento..).