Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Il Committee to protect journalists ha diffuso ieri un rapporto (qui il dettaglio caso per caso), aggiornato al primo dicembre, dal quale emerge che per il secondo anno consecutivo è aumentato il numero dei giornalisti in carcere. Un altro dato significativo è che un terzo di questi giornalisti lavora in qualche modo su internet. A guidare la classifica degli Stati (in negativo) è la Cina, seguita da Cuba, Eritrea, Etiopia e Myanmar. I giornalisti privati della libertà, secondo la ricerca del Cpj, sono attualmente 134. Ecco due grafici tratti dal rapporto del comitato.
Social network e localismo secondo il Trota
Pubblicare i documenti di WikiLeaks, le ragioni del New York Times
Una gita a Pompei dopo il crollo della Domus dei gladiatori
Conservatori e società civile, storia di un amore da mid-term (mentre sorgono nu…
Fenomenologia dell'onorevole Laura Ravetto, fan del Blackberry
Denunciamo le compagnie per molestie telefoniche
Paola Saluzzi e il giornalismo "di pancia". La conduttrice di Sky Tg24 pomeriggio …
Festival giornalismo Perugia 2012: aboliamo l'Ordine dei Giornalisti o no?
Festival giornalismo 2012: da Severino a Gilioli e Facci, dibattito sul web
YouReporter querela La Repubblica: una questione di citizen journalism e reporter
alle 19:49
Abele Quaregna
Stupisce un po' che la maglia nera della libertà di stampa secondo Reporters sans Frontieres, ovvero la Corea del Nord, non compaia nell'elenco di Cpj. Dal sito di Rsf risulta che almeno un giornalista televisivo sia detenuto in Corea del Nord (http://www.rsf.org/article.php3?id_article=11887) e di questo non c'è traccia nel rapporto di Cjp del 2006 nè in quello del 2005.