Politica, giornalismo, internet e integrazione
Pubblicato da Carlo Felice Dalla Pasqua alle 00:26 in Current Affairs, Giornalisti e cdr, Mass-media domani, Mass-media oggi, Web/Tech
Se cambia il modo di fare politica, se in Francia e negli Stati Uniti Nicolas Sarkozy e John Edwards puntano anche su internet e in particolare sui blog per cercare di vincere le elezioni presidenziali, se Edwards mette pure un filmato di due minuti e mezzo su YouTube per annunciare la sua candidatura, qualcuno mi spiega perché in Italia giornalisti ed editori, divisi su tutto, sembrano accomunati dall'identica predisposizione a considerare internet ancora come una nicchia di scarsa importanza nel panorama dell'informazione, un luogo di sperimentazione abitato da qualche utopista e non una realtà sulla quale giocare molte carte, un possibile futuro e non anche un concreto presente? Mica sto dicendo che esiste soltanto internet (così come Sarkozy ed Edwards non faranno la campagna elettorale soltanto online), quello che è certo è che l'Italia, tanto per cambiare, preferisce le parole ai fatti. Quante volte avete letto la parola "innovazione"? E quante volte l'avete vista tradotta in pratica? Così, mentre altri si evolvono più in fretta, i nostri mass media rischiano di restare troppo a lungo prigionieri di una contrapposizione con il concorrente internet, senza capire invece le reali potenzialità dell'integrazione su internet fra diversi mezzi di comunicazione.
In modo assolutamente arbitrario, eccovi qualche link sul recente caso Edwards: Massimo Mantellini, Marco Montemagno, Jeff Jarvis e Antonello Musina.







Commenti