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Il Giornale, Sircana e il cane da guardia

Carlo Felice Dalla Pasqua avatar Sabato 17 Marzo 2007, 09:36 in Current Affairs, Deontologia, Giornalisti e cdr di Carlo Felice Dalla Pasqua

Sono qui a difendere il Giornale sul caso Sircana. Mi tocca, perché mi pare che qui abbiano perso la testa in parecchi e mi pare opportuno dire due o tre cosette. Saranno anche opinioni personali, molto personali, saranno originali o poco originali, ma lasciatemele scrivere.

Intanto partiamo dall'inchiesta di John Woodcock a Potenza: a me pare una questione che riguarda la buoncostume più che una Procura della Repubblica. Dell'inchiesta vera e propria, comunque, ormai non si parla più, perché la morbosità dei giornalisti e quella del pubblico si sono saldate e ci si concentra soltanto sui particolari piccanti su questo o quel personaggio (i giornalisti, naturalmente, vi diranno che non è vero, che loro non sono morbosi ma che scrivono ciò che il pubblico vuole sapere: il pubblico siete voi, decidete da soli se questa spiegazione vi sta bene).

Ogni organo di informazione è libero di scrivere o no sulla foto di Silvio Sirchiana (il portavoce di Romano Prodi, se qualcuno casualmente non lo sapesse) che guarda un transessuale lungo una strada di Roma. Il fotografo, impaurito, smentisce di aver scattato la foto, il Giornale dice di averla. Ognuno è libero di scrivere, basta non ammantare questa pseudonotizia con grandi discussioni sulla libertà di stampa e la censura, che in casi del genere non c'entrano proprio nulla.

E invece in Italia è successo proprio il contrario: il Giornale è diventato l'eroe della libertà di stampa. Non è vero, sappiamo tutti che lo ha fatto soltanto perché si tratta del portavoce di Prodi e che si sarebbe comportato in modo opposto se ci fosse stato di mezzo un personaggio vicino a Berlusconi; lo sappiamo tutti, ma io qui devo difendere la libertà del Giornale di scrivere quella notizia. Posso dire che è un giornalismo che non mi piace per nulla, posso arrivare a dire che cose del genere con il giornalismo c'entrano poco, ma il Giornale è libero di fare ciò che vuole con quella notizia. Sono per l'applicazione totale anche in Italia del Primo emendamento della Costituzione americana, soprattutto se riguarda personaggi pubblici.

Invece di lasciar fare a Maurizio Belpietro quello che voleva, in Italia si sono mosso i poteri, più o meno forti: il Garante della privacy ha emesso un provvedimento che lascia a dir poco perplessi e l'Ordine dei giornalisti ha deciso di aprire un'indagine sul caso del Giornale. Così il Giornale ne esce da eroe e il suo vicedirettore Mario Sechi può scrivere questo articolo su Pajamas Media (mi lascia perplesso soltanto che Pajamas Media abbia fatto scrivere non chi poteva raccontare i fatti dall'esterno ma chi è direttamente coinvolto: come se il pubblico ministero o l'avvocato difensore scrivessero la cronaca di un processo). Aspetto di vedere come si comporterà l'Ordine con casi simili che hanno meno risonanza mediatica e, soprattutto, aspetto di vedere se il Garante della privacy, sulla base degli stessi principi richiamati per l'inchiesta di Potenza, infliggerà o farà infliggere salatissime sanzioni alle riviste che si trovano dalle parrucchiere (riviste che, più onestamente di altri, non hanno mai detto che pubblicavano la foto della principessa Carolina in topless perché stavano facendo un'inchiesta sulla gestione della cosa pubblica nel Principato di Monaco).

Detto questo, il Giornale deve poter scrivere che Silvio Sircana si è fermato a guardare un transessuale e deve anche poter pubblicare la foto, scattata sulla pubblica via e non con una microcamera piazzata di nascosto in camera da letto. Il Giornale deve essere libero di farlo e altri devono essere liberi di non farlo, ma non tirate in ballo il giornalismo come cane da guardia del potere o concetti simili: non c'entrano niente con questa discussione.

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