Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Sabato scorso ero entrato non ricordo più in quale sito, probabilmente Ibs, per acquistare il libro (God is my witness, direbbe Anna): difficile perdersi un Maistrello doc, anche e soprattutto dopo aver letto un emozionato Granieri e un incisivo Mantellini. Poi avevo ricevuto un paio di telefonate, ero dovuto uscire e non avevo più comprato nulla.
Un'ora dopo ero in redazione e davanti a me c'era un plico che la segretaria mi avevo portato. Guardo l'intestazione della busta, c'è scritto "Tecniche Nuove". Non sono molto acuto, ma un sospetto mi viene... Apro il plico e - sarò anche patetico - mi prende un moto di vera felicità: è proprio "La parte abitata della Rete".
Ora verrà la parte più importante: leggere il libro. Per motivi che fra qualche giorno saranno più chiari, in questo periodo sono più concentrato del solito sulla redazione. Ma, qualunque sia l'impegno professionale, non voglio che mi tolga spazio per il fulcro della mia vita, Anna, e per gli angoli riservati alla lettura.
Per adesso vi congedo con un passo di Sergio che meglio di tante mie parole può spiegare il libro: "Come ogni guida turistica, l'ho scritta pensando soprattutto a chi la meta non la conosce ancora o a chi la conosce poco, piuttosto che a quanti già ci vivono da tempo e con soddisfazione. Ho provato a raccogliere quello che ho imparato in Rete in questi anni, le cose migliori che ho sentito dire in giro, il senso del mutamento di prospettiva che stiamo vivendo, al di là della banalità degli strumenti, degli entusiasmi e delle definizioni del momento.
Spero, più di ogni altra cosa, di aver reso giustizia all'impegno delle tante persone che stanno rendendo Internet un luogo interessante, vivo, utile, pieno di umanità."
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