Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Vedete il grafico qui sopra? Quando l'ho visto sono diventato ancora più pessimista del solito (come se il post precedente fosse pervaso di ottimismo...). Il grafico, citato da Tim Porter, rappresenta le percentuali di aziende editoriali americane che hanno aumentato o diminuito il budget per l'aggiornamento professionale negli ultimi cinque anni. Come scrive Porter, significa che soltanto il 30 per cento dei giornali americani ha intenzione di sopravvivere. Vi supplico, non calcolate le stesse percentuali per le aziende editoriali italiane per non farmi andare in depressione totale. Tanto i risultati, più o meno, purtroppo noi giornalisti li conosciamo già: basti pensare - e le mosche bianche sono davvero poche - a quanti corsi di aggiornamento professionale vengono finanziati dagli editori e organizzati durante l'orario di lavoro.
Il pdf dello studio della Knight Foundation citato da Porter è scaricabile da qui. E qui, invece, è scaricabile un testo della stessa fondazione che spiega perché l'aggiornamento professionale è un investimento per gli editori.
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