Bimbi rapiti dalle zingare? Ci risiamo... Capita spesso, ma solo nelle leggende metropolitane

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gipsygirl

Le zingare rapiscono i bambini. Spesso. Spessissimo. Ma non nella realtà, nelle leggende metropolitane.

Qualche giorno fa, l'ennesima zingara sospetta, stavolta  in una spiaggia siciliana. L'hanno vista, "colta sul fatto"  mentre nascondeva un bambino sotto la gonna tentando di rapirlo, ed ha rischiato il linciaggio, dicono le cronache.

L'episodio, l'ennesimo del genere, è rimbalzato su giornali e tg.

Ennesimo e scontato anche l'epilogo. Eppure la stragrande maggioranza dei colleghi ogni volta abbocca come fosse la prima.

La testimone chiave ha ritrattato. La zingara che aveva accusato di un reato odioso, tentato sequestro di minore, forse si era solo accovacciata, ha detto. E la rom è stata scarcerata, su decisione del gip di Palermo. Lo stesso pm aveva chiesto fosse rimessa in libertà dopo la ritrattazione della teste.

"Rapimenti" del genere sono frequenti. Ma i media, dalla memoria corta, purtroppo non se lo ricordano e rilanciano puntualmente la patacca.

Coraggio, un po' di fatica e potete archiviare i dati pronti per affrontare la prossima notizia dello  "zingaro rapitore" con la giusta preparazione. Perchè i dati, fatti concreti, ci sono eccome. Basta cercarli.

Da dove cominciare? Dall'archivio di Peacelink, in cui compare un'inchiesta della Reuters di un paio d'anni fa.

Basta un'occhiata all'ottimo sito della polizia sui minori scomparsi, dice la Reuters, per riscontrare, anche oggi, che la casistica di bimbi rapiti da nomadi semplicemente non esiste.

Ci sono bambini sfruttati dai nomadi per l'accattonaggio, a volte non loro, figli di famiglie  disgraziate dell'Est che glieli "affidano" perchè sono redditizi. Brutta roba, proprio come facevano molte famiglie povere italiane nell'Ottocento, come ricorda il bravo Gian Antonio Stella nel suo L'Orda, un classico imperdibile su quando gli emigrati brutti, sporchi e cattivi eravamo noi italiani.

Magari non conta essere buoni o cattivi, semplicemente su bambini italiani rapiti dagli zingari non ci sono casistiche.

E se chi è chiamato ad accertare la verità, mette in discussione il pregiudizio assai diffuso, accertando come accaduto in precedenti a Lecco e Firenze che le zingare semmai hanno tentato uno scippo, frainteso da mamme terrorizzate? Ecco forze politiche indignate, pronte a tuonare contro i magistrati, invocando una giustizia ispirata al "comune sentire della gente".

Da dove viene, questo "comune sentire" a proposito degli zingari rapitori e di mille episodi raccontati, lo si scopre facilmente su siti benemeriti che raccolgono le leggende metropolitane, come questo o questo, la cui consultazione renderei personalmente obbligatoria a tanti colleghi faciloni.

Perchè oramai la diffusione di miti e leggende viaggia di pari passo con quella delle notizie, ha forme e ragioni razionali ed irrazionali precise. Dà corpo e sfogo ad una paura inconscia, per il diverso, per la vulnerabilità dei più deboli. 

Nel tempo si trasforma e adatta, con zingare in azione in centri commerciali, bambini recuperati "già con i capelli tagliati e truccati per renderli irriconoscibili". 

Come sempre, un pizzico di attenzione nel leggere il passato prossimo servirebbe a capire meglio il presente.

Sì però vuoi mettere quanto "tira" la storia di un povero piccino in balia di una brutta strega, in una favola… pardon in un articolo…

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