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Demonizzare o santificare Internet. Un dialogo fra sordi che dimentica i danni ereditati dalla tv

Harpo avatar Giovedì 15 Novembre 2007, 19:30 in Current Affairs, Mass-media domani, Mass-media oggi, Television, Web/Tech di Harpo

L'ottimo post nella homepage di Blogosfere su una serie di articoli della stampa che hanno demonizzato Internet ha dato un prezioso quadro del dibattito in corso. Che a Reporters pare un dialogo fra sordi.

Da una parte, giornalisti per nulla avvezzi alla Rete, a giudicare da come sentenziano preoccupati accusando (a torto) il web delle colpe di alcuni suoi utenti idioti.

Dall'altra contributi illuminati di esperti autorevoli del web, che difendono (a ragione) la Rete, sottolineandone le straordinarie potenzialità informative ed espressive. 

Ci fosse solo da decidere da quale delle due parti stare, non ci sarebbero dubbi.

Invece non credo basti difendere Internet e le prospettive ancora imprevedibili che sta aprendo.

Perciò Reporters offre due spunti di riflessione, che non ha rintracciato nei molti interventi sinora registrati.

Il primo: il web offre strumenti eccezionali, è il domani. Ma il ieri, in questo Paese, e forse ancora l'oggi, è la tv. generazioni cresciute con il culto dell'apparire, del farsi vedere, dove l acompetenza conta zero rispetot al look.

Altro che realtà virtuale in Rete! Siamo ormai assuefatti da anni al fatto che una cosa detta o mostrata in tv sostituisca la realtà. anche nell'informazione: non è accaduto, è una notizia falsa? Se è ben confezionata non importa.

Ebbene, dobbiamo ammettere che una parte di utenti incivili, educati malamente da questo culto dell'apparire, torva nella Rete strumenti per far danni in "mondovisione".

Malgrado ciò, sono ottimista, da questa decadenza dell'intelletto potremo riscattarci. Anche grazie alla Rete. E non moriremo in un Paese che ha avuto come ombelico del sistema informativo Porta a Porta ed il suo illustre conduttore, Bruno Vespa.  

Secondo punto, toccato nel suo post da Marco Montemagno nel suo post su Sky Tg24 Reporter Diffuso, giustamente indignato dall'ignoranza smaccata di alcuni giornalisti che parlano a sproposito di Internet.

Questo modo di fare informazione, tra pressapochismo e pregiudizi, è finito, dice Monty. Ed ha ragione. O meglio, se non è proprio finito, ha finito di poter imperversare nell'arrogante impunità. Le scemenze vengono beccate e segnalatel grazie al web.

Ma vorrei estendere la riflessione ad un altro preoccupante aspetto: il corto circuito che afflligge tanti giornalisti di formazione "umanistica", ostinatamente impermeabile a Internet.

Quanti non oserebbe forse pontificare in materie quali l'economia o le scienze, sapendosi incompetenti, quando si parla di Internet non si fanno scrupolo di utilizzare lenti deformanti per guardare qualcosa di nuovo, di spalmare scemenze sociologiche su temi, come la Rete i blog. E pontificano, senza l'umilità prima di informarsi e capirci qualcosa.

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