Paola Saluzzi e il giornalismo "di pancia". La conduttrice di Sky Tg24 pomeriggio dà la sua ricetta per essere buoni comunicatori e dice la sua sulla programmazione Mediaset
Pubblicato da Joshua Evangelista alle 12:27 in Protagonisti, Television
Un'informazione di pancia, una comunicazione sentita. Sarebbe questa la ricetta del buon giornalista per Paola Saluzzi, ospite della facoltà di Lettere e filosofia della Lumsa, a Roma.
Cosa spinge a comunicare? Secondo la presentatrice dell'approfondimento pomeridiano di Sky Tg24 , per trasmettere quello che ha raccolto, il giornalista deve provare.
Ho pensato che la 14enne della Caffarella fosse mia figlia, le domande giuste le fai solo se provi l'orrore sulla tua pelle. Un giornalismo terrestre, di chi vive, patisce, si emoziona. Non bisogna mai perdere la lucidità, ma allo stesso tempo non possiamo cadere nella trappola di considerare i fatti come numeri. Dobbiamo sentire il dolore, scandalizzarci. Il tutto dopo essere diventati parte della notizia, averla studiata e averla confrontata con la nostra memoria, di uomini prima che di giornalisti.
E questo giornalismo "umano" è quello di Sky? Anche noi di Sky siamo eredi della grande scuola Rai, una favolosa eredità. Mi riferisco a quel modo di fare il telegiornale alla Volcic, alla Curzi.
A margine della "lectio" la Saluzzi non evita di dire la sua anche sulla scelta di Mediaset, nel giorno della morte di Eluana Englaro, di rimanere ancorati al Gf. E' una scelta fedele al palinsesto, non capisco perché ci si sia stupito tanto. Così come non mi stupisco che alla fine la guerra dello share l'abbia vinta proprio il Grande Fratello. Non scordiamoci che il potere rimane sempre ai telecomandi di chi guarda da casa.
Tag: eluana englaro, giornalisti, lumsa, Mediaset, paola saluzzi, sky






1. luix, Giovedì 12 Marzo 2009 ore 23:15
Non sono d'accordo con la giornalista citata sopra, il 'giornalismo terrestre', secondo me, può scivolare spesso nelle banalità del mondo emotivo e irrazionale.
Ogni giorno si sentono interviste, come al padre del tifoso laziale ucciso presumibilmente accidentalmente da un agente della forza dell'ordine, che vanno a porre domande banali e ripetute all'infinito, del tipo 'troverai la forza di perdonare...'. Questo tipo di domanda può essere accattivante in un primo momento ma non ha alcuna funzione informativa. Specialmente se (tornando al caso del tifoso laziale) non si sa se ineffetti il padre del tifoso si deve porre il problema di 'poter perdonare' inquanto il processo non è ancora iniziato e il perdono implica una colpa, in questo caso non ancora provata.
2. Dr. Francesco Di Lauro, Martedì 31 Marzo 2009 ore 10:34
Gentilissimi signori,
desidererei conoscere personalmente la signora paola Saluzzi. E possibile contattarla via e-mail.
La signora da anni mi toglie il sonno. Sono un un insegnante ldi lettere classiche in un liceo tedesco a Colonia. Grazie mille e buona giornata a tutti voi.
Distinti Saliuti
Francesco Di Lauro