Dal citizen-journalist al journalist-citizen
L'AQUILA - Sono giorni molto frenetici. Mi hanno incaricato di occuparmi dell'ufficio stampa di un coordinamento di aiuti umanitari per l'emergenza del terremoto. Appena sarà pronto tutto l'apparato organizzativo vi comunicherò tutte le informazioni utili per poter collaborare.
Non ho pubblicato tutti i post previsti sul Festival del giornalismo perché, con estrema sincerità, devo ammettere che la situazione dell'Aquila sta occupando quasi tutto il mio tempo, lavorativo e non.
Sono stato a Castelnuovo, uno dei centri più colpiti dal sisma. Stare vicino ai parenti delle vittime mentre vengono portate via le salme è una delle esperienze più strazianti da vivere.
In questo borgo fantasma, che sembra ormai nient'altro che un quartiere di Sarajevo o di Beirut, la scorsa estate si festeggiava la riapertura della chiesa, appena ristrutturata. Oggi, se dalla valle si prova a guardare verso la cima del colle di Castelnuovo, dove prima imperava l'alto campanile si vede solo una lontana matassa bianca. Avvicinandosi al centro storico si può scorgere, in un silenzio surreale, Bianca, il pastore abruzzese di una delle vittime, passeggiare tra i ruderi del castello medievale alla ricerca del suo padrone.
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