Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Questa sera sono rimasto molto colpito da un servizio di Studio Aperto. Il telegiornale di Italia 1 ha mandato in onda un pezzo sulla crescita esponenziale del numero dei negozi cinesi nel quartiere Esquilino di Roma. Ormai noto al pubblico nazionale, da anni l'Esquilino rappresenta il più alto punto di multiculturalità di Roma, con tutte le problematiche e le opportunità che l'incontro tra etnie diverse comporta.
Il servizio era costruito in maniera sensazionalistico, come se i giornalisti di Studio Aperto avessero tra le mani lo scoop del secolo. In tono drammatico si recitava parole simili a "dove c'erano botteghe di italiani ora ci sono negozi di prodotti cinesi a basso costo" e alle parole venivano abbinate le immagini di repertorio di una retata della polizia in un deposito cinese. "La comunità cinese è chiusa", e nel frattempo facevano vedere una signora cinese che stentatamente cercava di far capire alla giornalista che "io non parlo italiano".
Mi sarebbe piaciuto a quel punto fare un'indagine tra tutti i telespettatori di Studio Aperto: "Quanti di voi sanno che i prodotti cinesi sono a buon mercato e che i cinesi, che buffa cosa, non parlano un italiano fluente come il nostro?". In momenti in cui il nervosismo è alle stelle e si moltiplicano i casi di intolleranza, qual è l'utilità di trasmettere un servizio inutile (la brutta ridondanza è pienamente voluta), sterile, privo di alcun riferimento alla cronaca e in cui i toni e le immagini non corrispondono a ciò di cui si parla effettivamente? E' buon giornalismo trasmettere immagini di repertorio di retate della polizia quando il testo del pezzo parla di tutt'altro?
Il turbamento che mi ha provocato aver visto il servizio è salito alle stelle quando ho ricevuto un feedback dei miei timori. Alla fine del telegiornale parlo con mia nonna. Sempre informata su ciò che accade in Italia, 79enne, sfollata durante la seconda guerra mondiale, mia nonna è dotata di grande intelligenza. Tuttavia ha studiato fino alla terza elementare e si fida di ciò che vede.
Ha visto anche lei Studio Aperto. Ad un certo punto mi dice: "Hai sentito cosa è successo a Roma? Non ho capito bene per quale motivo, ma la polizia ha arrestato dei cinesi. Poi quando li hanno interrogati, questi hanno risposto 'Non parlo italiano'". Mai sottovalutare il potere delle immagini. Di certo quelli di Studio Aperto non lo sottovalutano.
Social network e localismo secondo il Trota
Pubblicare i documenti di WikiLeaks, le ragioni del New York Times
Una gita a Pompei dopo il crollo della Domus dei gladiatori
Conservatori e società civile, storia di un amore da mid-term (mentre sorgono nu…
Fenomenologia dell'onorevole Laura Ravetto, fan del Blackberry
Denunciamo le compagnie per molestie telefoniche
Paola Saluzzi e il giornalismo "di pancia". La conduttrice di Sky Tg24 pomeriggio …
Festival giornalismo Perugia 2012: aboliamo l'Ordine dei Giornalisti o no?
Festival giornalismo 2012: da Severino a Gilioli e Facci, dibattito sul web
YouReporter querela La Repubblica: una questione di citizen journalism e reporter
alle 12:34
Franco Buffo
E' bello vivere nel mondo dei vostri telegiornali, peccato che quando spengo il televisore, svanisce all'improvviso. Forse il mio televisore e' guasto. Non riesco a viverci dentro. Peccato...