Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Essere direttore di un giornale con diffusione mondiale non implica solo blasone e superattico a Manhattan. A volte chi dirige un quotidiano - tra bilanci da pareggiare ed editori con cui confrontarsi - ha nostalgia di quando, carta e penna in mano, con neve e con il sole cocente, andava in giro alla ricerca di notizie.
Qualcosa del genere deve averla provata Bill Keller, direttore del New York Times, che è volato a Teheran per seguire le elezioni presidenziali. Nella sezione di cronaca del numero di ieri, il giornale newyorkese pubblica un articolo di Keller colmo di approfondite notizie prese dal direttore per le strade della capitale sui brogli elettorali.
E, come fa giustamente notare Mario Tedeschini Lalli sul suo blog , "per chi pensasse che un articolo del direttore va sempre e comunque in prima, beh non è così: la prima pagina del Times di oggi apre in effetti con l'Iran, ma il pezzo è quello dei due inviati Robert Worth e Nazila Fathi".
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