Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Berlino, 9 novembre 1989. Dopo settimane di disordini, il governo della Germania Est annuncia che le visite a Berlino Ovest sarebbero state permesse. Durante la conferenza stampa delle 18, il corrispondente dell'Ansa Riccardo Ehrman chiede quando le nuove disposizioni entreranno in vigore. "Per quanto ne so.. - risponde dopo un po' di titubanza il ministro - immediatamente". E' l'inizio della festa: una moltitudine di cittadini dell'Est si arrampica e scavalca il muro per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest. Durante le settimane successive berlinesi e turisti in ceca di souvenir non convenzionali iniziano a portare via pezzi del muro.
Cosa è rimasto del muro e soprattutto dell'atmosfera che avvolgeva Berlino in quei momenti?

Svanita l'illusione del benessere da neocapitalisti, i berlinesi della parte orientale della città sono i proprietari di un patrimonio storico unico al mondo: l'essenza di un intero secolo è racchiuso in questo crogiuolo di ideologie, etnie e religioni. Diversi blocchi del Muro sono visibili in varie parti della città e, persa la funzione politica, si sono tramutati nelle tele verticali di tantissimi giovani artisti.
Il viaggio in questa Berlino ha un inizio "turistico": Porta di Brandeburgo, tra i quartierti di Mitte e Tiergarten, simbolo dell'unità della città. Danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, nel corso della Guerra fredda, chiusa a est del muro, subì una modifica strutturale: la quadriga venne girata in modo da farla affacciare verso est (prima era rivolta contro il muro).
Il nostro viaggio inizia quindi dallo sguardo della Dea della pace che sovrasta la Porta, costretta dalle ideologie a voltarsi verso Est: seguiamo i suoi occhi e concentriamoci su alcuni punti.
1) Checkpoint Charlie. Tra il settore sovietico e quello americano (tra i quartieri Mitte e Kreuzeberg) imperava il Checkpoint Charlie, ultimo baluardo occidentale prima dell'Impero rosso e, come affermano molti storici, fulcro del destino dell'umanità per oltre quarant'anni. Vi era ammesso il passaggio solo di militari delle forze alleate, di diplomatici e di cittadini stranieri. Conserva un posto speciale nella storia anche per i tentativi di fuga spettacolari, come quello del diciottenne Peter Fechte, che il 17 agosto 1962 fu colpito e lasciato morire dissanguato dalle truppe sovietiche mentre fuggiva dalla Ddr. Dopo la riunificazione il punto di controllo venne abbattuto; la baracca di guardia originale oggi si trova nell'Alliertenmuseum e attualmente lungo la via è visibile una ricostruzione fedele.
2) Alexanderplatz. E' la piazza più importante della Berlino est, al centro del quartiere Mitte. Rappresenta le speranze di sviluppo che i politici socialisti hanno serbato durante tutta la Guerra Fredda: Ma Alexanderplatz non è semplicemente la somma dei diversi edifici famosi dai quali è composta, come il Fernsehturm (la Torre della Televisione, la seconda struttura più alta in Europa), il Forum Hotel Berlin o l'Orologio del Tempo del mondo - una struttura che ruota continuamente mostrando l'ora nelle varie zone della Terra. Sembra quasi che la piazza abbia una vita sua, un'anima che racchiuda gli stati d'animo delle migliaia di berlinesi che dal 1945 al 1989 la percorrevano in bilico tra speranze e frustrazione. Nel silenzio artificiale "udibile" appena viene il buio, pare ascoltare il lento scorrere dei pensieri di operai, impiegati, barboni e prostitute che l'hanno affollata prima dell'abbattimento del muro.
3) Treptower Park. Terza tappa della nostra breve passeggiata nella Berlino Est. All'interno del parco c'è il Sowjetisches Ehrenmal, un memoriale dedicato all'Armata Rossa costruito fra il 1946 e il 1949 che ospita le tombe di circa 5.000 soldati russi caduti nella battaglia di Berlino. All'ingresso del memoriale è collocata la statua in granito di una donna affranta, che rappresenta la Madre Russia, ed è circondata da statue di soldati. Il mausoleo è sormontato dall'enorme statua di un soldato che salva un bambino e poggia la propria spada su una svastica distrutta.
Questo è solo uno spunto tematico, da cui ho omesso i tanti musei straordinari sparsi per tutta la città che testimoniano altre migliaia di altrettanto affascinanti storie.
dal punto di vista turistico berlino non mi ha mai attirato... ma dal punto di vista storico beh nn penso abbia paragoni in europa...
Non sono mai stato a New York, ma la mia prossima metà sarà la capitale tedesca. Ho il mio hotel a Berlino prenotato per una settimana dopo l'epifania in modo credo da evitare la ressa turistica delle vacanze natalizie. E che dire....è una città che mi ha sempre affascinato e finalmente riuscirò a visitarla...e leggendo il post già mi sento lì...già ho voglia di essere lì e viverla a pieno, entrare nell'atmosfera di questa a mio parere grandiosa città.
Concordo sul fatto che sia eccezionale. Personalmente la metto sullo stesso piano di New York
Berlino è una città davvero eccezionale. Oltre ad essere ricca di storia, di monumenti, di musei e di arte, oggi è un posto dove regna la serenità unita al fermento culturale. Con i suoi quartieri ognuno a sé stante e diverso dagli altri ricorda un po' NYC ma con l'aggiunta di un passato importante che la rende culuralmente superiore. Ripeto, è eccezionale.
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alle 23:39
Joshua Evangelista
Caro hotel,
per molti le due cose possono facilmente coincidere...