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Afghanistan al voto tra le minacce dei talebani e l'imparzialità della tv di stato

Joshua Evangelista avatar Lunedì 17 Agosto 2009, 10:15 in Current Affairs, Libertà di espressione, Television, World press di Joshua Evangelista

Tra tre giorni l'Afghanistan sceglierà il suo presidente. I veri protagonisti della tornata elettorale sembrano essere i talebani, che attraverso la strategia del terrore collettivo cercano di ridurre il numero dei votanti ("Taglieremo dita e orecchie a chi andrà a votare"). Reporters senza frontiere segnala inoltre che i media locali stanno concedendo ai candidati spazi assolutamente diversi tra loro.

Secondo l'ong Insight, i principali mezzi d'informazione stanno facendo convergere la loro attenzione su pochissimi candidati. Non è una cosa così strana, se consideriamo che le maggiori televisioni sono sovvenzionate da partiti. Per quanto riguarda la carta stampata, negli ultimi giorni sono apparsi diversi articoli, visibilmente non editati da giornalisti professionisti, di vera e propria propaganda elettorale.

Per garantire correttezza nella copertura dei programmi dei candidati, è stato istituito la Commissione elettorale sui media, composto da cinque membri.
Secondo il suo presidente, Sediqullah Tauhidi, "la situazione dei media è stata complessivamente soddisfacente durante la campagna elettorale", grazie alla significativa partecipazione di radio e tv private. Il vero problema è stato lo squilibrio riscontrato nella tv pubblica: "Non ha rispettato l'impegno dell'imparzialità manifestando un netto appoggio all'attuale presidente Karzai". Diversamente, in alcune regioni come Mazar-i-Sharif o Balkh, le divisioni locali della tv pubblica hanno manifestamente supportato altri candidati.

Delle condizioni del giornalismo in Afghanistan c'eravamo occupati anche lo scorso 31 luglio, quando abbiamo parlato delle continue minacce patite dai cronisti e provenienti non solo dai talebani ma anche dalle forze governative. 

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17 Ago 2009
alle 14:07

frank

un modo per finirla ci sarebbe, però dipende dagfli afgani con un pò di sale nella zucca: potrebber per esempio divulgare un editto di questo tipo: ad ogni talebano reazionario e rivoluzionario colto in flagranza di reato sarà tagliato il "belin". Questo avrebbe due risultati molto positivi e cioè impedirebbe così il proliferare di tale genere di popolazione ed accorcerebbe notevolmente la guerra che è un vero costo per tutta l'umanità e per tutti quelli che vogliono vivere in pace. Ve lo dice uno di Genova..... fidatevi.

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