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Somalia, un anno fa venivano rapiti due giornalisti. Da allora molti rumors e poche certezze sulle loro condizioni

Joshua Evangelista avatar Domenica 23 Agosto 2009, 06:18 in Current Affairs, Libertà di espressione, Protagonisti, World press di Joshua Evangelista

Esattamente un anno fa, il 23 agosto 2008, la giornalista canadese Amanda Lindhout e il fotografo australiano Nigel Brennan venivano presi come ostaggi da un gruppo armato mentre tornavano a Mogadiscio dal campo rifugiati di Afgoye, a 20 km dalla capitale somala.

Erano accompagnati da Abdifatah Mohammed Elmi, un giornalista freelance somalo che faceva da intermediario e interprete, e dagli autisti Mahad Isse e Marwali. I tre somali, separati da Lindhout e Brennan subito dopo la cattura, sono stati rilasciati il 15 gennaio dopo 177 giorni.

I rapitori hanno chiesto un riscatto, il cui ammontare è aumentato nel corso dei mesi. Varie voci circolano sugli ostaggi ma Reporters senza frontiere , che segue la vicenda da vicino, si è detta non in grado di confermarne alcuna di esse. Secondo una di queste voci la Lindhout sarebbe rimasta incinta e molte fonti somali affermano che abbia partorito un bambino.

L'unica cosa certa è che una donna ha contattato le televisioni Cvt a giugno e Omni Television a luglio affermando di essere la Lindhout. "Sono tenuta in una stanza buia e senza finestre - aveva detto tra le lacrime la donna che ha contattato la Cvt - incatenata, senza acqua potabile e con pochissimo cibo. Sono stata gravemente malata per mesi e senza potermi curare con medicinali".

Le famiglie degli ostaggi hanno diramato un comunicato in cui affermano di lavorare congiuntamente per il rilascio dei due giornalisti e in cui chiedono ai media di rispettare il loro momento travagliato.

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