Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Se potessimo paragonare il nostro itinerario estivo da "reporters" al corpo umano, saremmo in grado di affermare che con la tappa di questa settimana raggiungiamo il cuore.
Siamo andati in giro per l'Europa alla ricerca di posti (Dubrovnik, Berlino e Strasburgo) che sono stati scenari di grandi svolte storiche e, di rimando, grande attrattiva per giornalisti, scrittori e intellettuali; poi abbiamo fatto una tappa di "rifornimento" a Roma dove, schivati i turisti estivi, abbiamo potuto apprezzare una mostra fotografica sulla Grande Guerra in mezzo alla suggestiva cornice di Trastevere.
Adesso tocchiamo con mano la ferita più recente del popolo italiano, tocchiamo quell'Abruzzo protagonista del dramma del sisma, siparietto dei grandi della Terra e in men che non si dica dimenticato da giornali e tv (a meno che non sia il politico di turno, caschetto in testa e volto contrito, a far visita ai terremotati).
Contemporaneamente alle sfilate di vip e politici, prolifera il "turismo da catastrofe", inutile e ben diverso dal volontariato. Per quest'ultimo ci sono ottime organizzazioni che fanno confluire razionalmente le forze e le risorse verso obiettivi precisi e realizzabili. A tal proposito, a coloro che siano interessati a rendersi utili alle persone colpite dal sisma consiglio di contattare Coevema, un'organizzazione molto seria con cui ho il privilegio di collaborare e che sta facendo davvero tanto per gli amici aquilani.
Chi invece volesse semplicemente godere del fascino millenario e misterioso di questa terra (e con l'occasione aiutare un'economia locale che ha un forte bisogno di una spinta), può consultare il sito IoVadoInVacanzaInAbruzzo, una simpatica iniziativa per confrontarsi su mete e itinerari relativi alla regione.
Dicevo all'inizio del post che questa tappa del nostro itinerario può considerarsi come una visita al cuore. Tra le decine di proposte per trascorrere una vacanza indimenticabile, oggi vi propongo Pescasseroli e la passeggiata della Camosciara (nella foto). Spero che perdonerete l'approccio imparziale e appassionato di un abruzzese che parla di Abruzzo.
Fulcro del "Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise", Pescasseroli ha dato i natali al filosofo Benedetto Croce. Ha un museo molto carino e una fortissima tradizione enogastonomica (imperdibili il liquore Fragolino locale e il gustoso "pan dell'orso"). Da lì inizia la nostra camminata. La Camosciara, a pochi chilometri da Pescasseroli è una conca coperta da fitto bosco, tempio della fauna protetta. Un minuto sentiero sale fino al belvedere della Liscia (1440 m), piccola "concessione" agli escursionisti, tutto intorno infatti è riserva integrale. Il premio della fatica è proprio l'atmosfera incontaminata, per quasi tutto il percorso si vede la sottostante cascata delle Ninfe e si respira l'aria della faggeta.
I più fortunati (e silenziosi) potrebbero anche incontrarlo. Stiamo parlando di lui, l'agile ed elegante signore di questi luoghi: il camoscio d'Abruzzo.
Veramente ben scritto ed entusiasmante, complimenti.
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alle 09:01
Joshua Evangelista
Grazie Luciano :)