Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Partiamo da un presupposto: se in questo Paese è rimasta una mollica di democrazia il ddl alla Camera non passerà. Il disegno di legge firmato dagli onorevoli Gaetano Pecorella ed Enrico Costa e assegnato alla commissione Giustizia della Camera il 14 settembre scorso non può esser preso in considerazione dal parlamento di un paese democratico. Un testo(qui potete leggerlo) di una tale portata dittatoriale che riduce a noccioline persino il decreto Alfano .
In soldoni si vorrebbe applicare al web la legge sulla stampa datata 1948 scritta dall'Assemblea Costituente.
Il Ddl risale al maggio 2008. Guido Scorza lo sviscera in maniera eccellente:
"I gestori di tutti i siti internet dovranno, infatti, pubblicare le informazioni obbligatorie di cui all'art. 2 della Legge sulla stampa, procedere alla nomina di un direttore responsabile (giornalista) in conformità a quanto previsto all'art. 3, provvedere alla registrazione della propria "testata" nel registro sulla stampa presso il tribunale del luogo ove "è edito" il sito internet così come previsto all'art. 5, aver cura di comunicare tempestivamente (entro 15 giorni) ogni mutamento delle informazioni obbligatorie pubblicate e/o richieste in sede di registrazione (art. 6), incorrere nella "sanzione" della decadenza della registrazione qualora non si pubblichi il sito entro sei mesi dalla registrazione medesima o non lo si aggiorni per un anno (art. 7), soggiacere alle norme in tema di obbligo di rettifica così come disposto dall'art. 8 che il DDL Pecorella intende modificare negli stessi termini già previsti nel DDL Alfano e, soprattutto, farsi carico dello speciale regime di responsabilità aggravata per la diffusione di contenuti illeciti che, allo stato, riguarda solo chi fa informazione professionale."
Come ha giustamente osservato anche Vittorio Zambardino, considerando che i siti editoriali hanno già un direttore responsabile e operano secondo la legge sulla stampa del 1948 e considerando che una non meglio specificata "natura editoriale" non aiuta a categorizzare i siti, il target del Ddl potrebbero essere i blog dei singoli cittadini, i famosi citizen journalists.
Concludo ricordando agli amici dalla memoria corta che l'on. Gaetano Pecorella è lo stesso che il 9 aprile del 2004 si lasciò sfuggire questa confessione: "È vero, sono state fatte leggi funzionali a determinati processi. Abbiamo fatto il lodo Schifani, poi dichiarato incostituzionale e che in effetti in qualche parte lo era, per consentire a Berlusconi di governare".
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