Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Abbiamo contattato Nello Rega, giornalista di Televideo-Rai, scrittore e grande esperto di Medio Oriente. Il 24 settembre ha annunciato, durante una conferenza stampa in occasione della presentazione del suo ultimo libro, di aver subito minacce pesanti da parte di fondamentalisti islamici sia a Roma, dove lavora, che a Potenza, dove risiede la sua famiglia. Nonostante le intimidazioni sempre più pressanti - in cui ci si riferisce sempre a Hezbollah - Rega ha deciso di continuare la sua strada e di promuovere il messaggio del suo libro.
Quando sono iniziate le intimidazioni?
Diverse settimane fa. Prima, ad ogni modo, dell'uscita del libro. Prima lettere, minacce verbali, infine due proiettili spediti da Roma a Potenza.
Si sente protetto in questo momento?
Non tanto. Non mi sento totalmente protetto. Non certo per colpa dei singoli, non mi sento tutelato dallo stato in quanto ente. Ma sono intenzionato ad andare avanti per difendere la mia libertà di espressione.
Che nesso c'è tra le minacce ed il messaggio del libro?
Sono stato per tanti anni inviato in Medio Oriente. Conosco tante situazioni, tante persone. Nel libro mi limito a raccontare la situazione mediorientale. Senza giudizi.
D'accordo, ma allora perché minacciarla?
Sono un occhio indiscreto.
Invitiamo tutti i lettori di Reporters a visitare il blog del libro di Rega, Diversi e divisi. Diario di una convivenza con l'islam. Parte dei proventi delle vendite del libro verranno donati all'associazione onlus Libanitaly.
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