Berlusconi e la Repubblica delle firme
Pubblicato da Joshua Evangelista alle 14:39 in Dibattiti, Mass-media oggi
Alcune considerazioni domenicali. Il nostro premier dà lavoro (effetivamente o per metonimia) a migliaia di giornalisti nel mondo. Nessun altro Primo ministro potrebbe fare altrimenti. Nemmeno il premio Nobel Barack Obama.
La stampa estera (che secondo lui "sputtana il Paese") ha trovato negli ultimi mesi milioni di spunti per cibare editorialisti a corto di idee. In Italia i giornali sembrano raccontare un interminabile reality show (il setting cambia: Palazzo Grazioli, Villa Certosa, Arcore e solo raramente Palazzo Chigi) e noi blogger li seguiamo a ruota.
Ma c'è qualcuno che nelle surreali vicende presidenziali ha trovato una nuova ragion d'essere. Repubblica, ed in particolare il suo sito internet, deve essere super-riconoscente a Silvio Berlusconi. Gallery di Noemi, gallery di Patrizia D'addario, gallery di Veronica Lario, le foto del Pais a Villa Certosa, le dieci domande, le dieci domande - english version, le nuove dieci domande, la rassegna stampa quotidiana dei giornali esteri che parlano di lui, il docufilm, le foto dei "Farabutti", la raccolta di firme per l'attacco alla libertà di stampa e, in ultimo, la raccolta delle firme per le lettrici offese dalla battuta ingiuriosa contro Rosi Bindi.
Il quotidiano fondato da Scalfari si mobilita in tutti i modi per essere un portale online dell'antiberlusconismo. Portando avanti istanze condivisibili ma allo stesso tempo creando una vera e propria subcultura, forgiando le opinioni di una bella fetta del paese. La più grande opposizione al premier, molto più incisiva persino delle campagne di Di Pietro.
Al nobile e apprezzato ruolo di cane che abbaia, a quello meno condivisibile di prontuario pedagogico, si aggiunge quello di vero e proprio "contro-impero" editoriale, la cui fortuna è proprio il "contro", l'avere un nemico che è al tempo stesso una potente minaccia e una preziosissima fonte informativa. La redazione di Repubblica, più di chiunque altro, ha una valida motivazione per cantare a squarciagola "Meno male che Silvio c'è...".
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1. L'Istrione, Domenica 11 Ottobre 2009 ore 21:09
Ovvio, perchè oltre all'essere contro ed al più becero antagonismo quest'opposizione, politica e soprattutto mediatica, ha ben poco da offrire. Non proposte, non idee, non concretezza per cambiare il futuro. No, niente di tutto questo. Ciò che tali mercanti vendono è soltanto odio, populismo e critiche fondate sul buon vecchio sentito dire. Non meravigliamoci che con un'opposizione del genere è al potere chi è al potere