Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Annuale resoconto di Reporters senza frontiere sulla libertà di stampa senza grosse sorprese. Come si poteva immaginare, l'Italia scivola in basso, al 49esimo posto, facendosi superare da Ghana, Namibia e Mali.
Quello che sorprende è che l'Europa, dal '700 simbolo di libertà ed egualitarismo, registra punti deboli evidenti: oltre all'Italia, da registrare il 40esimo posto della Francia, il 43simo posto della Slovacchia (che ha da poco approvato una legge che accresce il potere del ministro della cultura sulle pubblicazioni) e il 44esimo posto della Spagna di Zapatero.
Israele crolla (93°) mentre la cura Obama riporta gli Stati Uniti nella top 20 (dal 40esimo posto del 2008) seppur lascia scettici l'attitudine mediatica americana in Iraq e Afghanistan, dove diversi giornalisti sono stati arrestati dall'esercito a stelle e striscie.
Incoraggianti i passi avanti di Sudafrica, Uruguay e Trinidad e Tobago; mentre resta disperata la situazione dei giornalisti di Iran (172°), Turkmenistan (173°) Corea del Nord (174^) ed Eritrea (ultima).
Il periodo preso in considerazione va dal 1 settembre 2008 al 31 agosto 2009 e in questo link è possibile leggere il metodo adottato per stilare la classifica.
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