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Il giudice Mesiano spiato da Canale 5 mentre va dal barbiere. Indignazione condivisa e tra i magistrati parte "la rivoluzione dei calzini"

Joshua Evangelista avatar Sabato 17 Ottobre 2009, 10:29 in Deontologia, Dibattiti, Giornalisti e cdr, Mass-media oggi, Television di Joshua Evangelista

 

 

Mattino 5, ore 10:05. Claudio Brachino lancia orgogliosamente in onda un "servizio in esclusiva". Parte la musica dei Red Hot Chili Peppers. Poi l'indecenza. Un filmato di un minuto e trentacinque a cura di Annalisa Spinoso (in questi casi è doveroso dare tutte le coordinate) sul niente. Il giudice Raimondo Mesiano (quello dei 750 milioni di condanna alla Fininvest) viene pedinato mentre va dal barbiere. L'eroico cameraman inquadra l'attesa "impaziente" del giudice per l'apertura del negozio, arricchita di sigarette e passeggiate. La Spinoso con la sua bella voce bolla il tutto come "stravaganze" e pochi secondi dopo si accanisce "sul mocassino blu e il calzino turchese" del giudice.

Il Csm lo ha promosso e quegli eroi di Mattino 5 si sono sentiti in dovere di indagare sulla validità della decisione attraverso immagini prive di alcun senso giornalistico. Secondo Michele Serra il video è "di livello perfino più basso di quel sub-giornalismo che è il gossip televisivo" , Giulietti di Articolo 21 parla di "aria da Kgb", qualcun'altro si è chiesto quando sarà il turno dell'olio di ricino; per Antonio Ricci si tratta semplicemente di un "video demenziale" .  

Intanto nelle mailing list i giudici propongono azioni forti per protestare: tutti senza calzini davanti alla sede Mediaset o tutti in tribunale con calzini diversi. Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati ha scritto al presidente Giorgio Napolitano che "la magistratura italiana e l'Associazione nazionale magistrati sono vivamente preoccupate per la grave tensione che coinvolge le istituzioni del Paese e rischia di alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato". 

Il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Letizia Gonzales, annuncia iniziative: «Ho posto la questione della trasmissione di Claudio Brachino, iscritto in Lombardia, all'ordine del giorno del consiglio della prossima settimana, ma per il ruolo che ricopro non posso fare commenti». 

Dal canto suo Claudio Brachino ha respinto ai mittenti (e sono davvero tanti) le accuse: "Oggi l'unica vittima di pestaggio mediatico sono io. (...) Canale 5 non ha pedinato nessuno ma è semplicemente la rubrica di opinione di una testata che si è occupata del caso del giorno, esercitando il diritto di cronaca. (...) Dopodichè, utilizzando immagini che come ogni giorno mi arrivano sulla scrivania da diverse fonti e agenzie su personaggi di cronaca o del gossip, ho ritenuto di fare un pezzo su questo giudice che indubbiamente è uno dei personaggi pubblici del momento".

"Le immagini - aggiunge Brachino - non sono frutto di alcun pedinamento ma sono riprese su un marciapiede mentre lui va dal barbiere. Ho chiesto ad una nostra cronista di farci un pezzo senza epiteti nè giudizi politici. E infatti il pezzo non ha valutazioni politiche nè di altro tipo, c'era solo la parola 'stravagante', di cui si può parlare ma non mi sembra un insulto. Poi possiamo discutere anche se il calzino è di buono o cattivo gusto. Ma non mi sembra una cosa per cui ricevere accuse di aggressione mediatica".

Ah, per chi se ne fosse dimenticato, Enzo Biagi faceva un uso criminoso della televisione.

 

 

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19 Ott 2009
alle 11:54

Valerio

Il Presidente del Consiglio viene spiato a casa sua da giornalisti. La sua vita privata viene spiattellata su tutti i media nazionali e non. Il gossip è esaltato per le vicende personali del premier. Tutto lecito e giustificabile, in nome della trasparenza e del diritto ad informare. Perfetto.

Adesso perchè ci si scandalizza? Non si è ancora stanchi di fare due pesi, due misure? O forse viene strumentalizzata e politicizzata la questione del diritto ad informare? COERENZA.

 Il gossip su Berlusconi ha intasato giornali, telegiornali, blog. La satira sulle vicende personali ha rasentato se non oltrepassato il limite della decenza e del rispetto. Ed ora si alza un polverone perchè un giudice è stato seguito e ripreso? Adesso che conviene ci si improvvisa paladini della privacy? 

 

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