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Un blogger alla manifestazione: Reporters in piazza insieme a 300.000 persone per la libertà di stampa

Joshua Evangelista avatar Sabato 3 Ottobre 2009, 23:10 in Dibattiti, Giornalisti e cdr, Libertà di espressione, Mass-media oggi, Protagonisti, Web/Tech di Joshua Evangelista

"Libertà è partecipazione": le parole di Giorgio Gaber potrebbero essere lo slogan della manifestazione di piazza del Popolo. Si parla di 300.000 partecipanti. In questi casi i numeri lasciano il tempo che trovano, resta però il fatto che la piazza era stracolma, forse troppo piccola per ospitare un evento di tale portata.

Sicuramente è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che in Italia ci sono così tante persone interessate alla qualità della propria informazione. Un interesse che supera le barriere politiche e ideologiche.

Un interesse che supera i confini nazionali, come hanno raccontato il segretario generale di Reporters sans Frontieres Jean François Julliard ("E la più grande manifestazione di sempre sulla libertà di stampa") e il presidente della Federazione internazionale giornalisti Jim Boumelha, che in un sorprendente italiano ha spiegato, come se ce ne fosse bisogno, che "in nessun paese civile, a parte l'Italia, un presidente del Consiglio ha quasi tutta la torta delle televisioni".

Un interesse sanguigno visibile nel discorso "sardo" del padrone di casa, il segretario della Federazione nazionale stampa italiana, Franco Siddi. Un interesse a sorpresa, quello del presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca, anche lui tra i partecipanti.

La cosa buffa, e interessante allo stesso tempo, è questa: sebbene il giornalismo italiano sia un mondo autoreferenziale, pieno di tecnismi e sigle (fieg, fnsi, odg, usigrai, etc.), tutti i manifestanti hanno colto il significato delle questioni, anche se magari non tutti conoscevano quei signori più o meno attempati che si dibattevano tanto animatamente sul palco.

Molti applausi per Roberto Saviano, che parla di legalità come premessa per il dibattito politico e della pericolosità dell'indifferenza, e per Neri Marcorè (qui sotto il video del suo intervento), che lascia a casa le sue deliziose imitazioni e analizza lucidamente la situazione attuale della satira italiana.

 

 

 

A togliere i legittimi dubbi su una manifestazione che potrebbe sembrare "schierata" (e forse a tratti lo è, ma di certo non lo è l'argomento), due figure di spessore assoluto e distanti da basse logiche partitiche. Il primo è l'ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida, che parla delle "responsabilità per omissione" del servizio pubblico, in cui l'approfondimento giornalistico è diventato "passerella di esposizione" dei politici, movimente da "risse verbali e spettatori-tifosi".

L'altro è l'ex direttore dell'Ansa Sergio Lepri, il cui "grido indignato" è il simbolo di chi ha conosciuto il fascismo e decenni dopo, a 95 anni, vede nuovamente a rischio la libertà di espressione.

 

 

 

La piazza apprezza e sopporta qualche intervento di troppo, esulta quando il conduttore Andrea Vianello (molto bravo nel gestire gli ospiti e nel dare ritmo a discorsi che inevitabilmente rischiano di diventare "tecnici") comunica che Report della Gabanelli godrà della tutela legale della Rai, fischia quando lo stesso Vianello dice che la manifestazione è seguita in diretta da Sky Tg24, Rainews e... dal Tg4 di Emilio Fede.

Unanime è invece l'applauso per Josè Trovato, giovane giornalista precario (400 euro al mese su Tele Enna) licenziato per aver denunciato episodi di mafia e dal 3 febbraio sotto vigilanza dei carabinieri perché qualcuno dal carcere non sarebbe troppo contento del suo operato. E a proposito di Sicilia e di denuncia alla mafia, è scoppiettante l'intervento di Pino Maniaci (sotto un piccolo estratto), il proprietario e conduttore di Tele Jato, la televisione locale il cui unico scopo è denunciare la corruzione della politica siciliana e i suoi contatti con il crimine organizzato, di cui ci siamo occupati ampiamente in passato.

 

 

 

Si è parlato, anche se troppo poco, di liberta digitale con il blogger Arturo Di Corinto in rappresentanza di 2000 blog (tra cui questo) che tramite Diritto alla Rete hanno sottoscritto l'appello della Fnsi.

La manifestazione è iniziata e finita in musica: è iniziata con la multiculturalità dell'Orchestra di Piazza Vittorio ed è finita con la rivisitazione di Enrico Capuano del Pescatore di De André. Nel corso delle sei ore ci sono state le performance di Teresa De Sio, Simone Cristicchi, Marina Rei, Jasmine Trinca impegnata in un reading sulla Politkovskaja, i Tetes de Bois e Nichi Niccolai. Accade anche che Solibello (nella foto con il cantante dei Tetes de bois) di Caterpillar, che aveva dato il cambio a Vianello nella conduzione, si ritrova sul palco Andrea Rivera, non previsto in scaletta, che toglie il posto a Capuano e fa il suo solito minestrone speziato con vari "l'Italia fa schifo" e accompagnato da una chitarra strimpellata: il potere della democrazia.

Ma i protagonisti della manifestazione sono stati, senza voler cadere nella banalità, i 300.000 della piazza, un agglomerato eterogeneo di persone così lontane per idee e provenienze ma così unite per difendere un diritto comune. Per completezza di cronaca non si può omettere che un gruppo di "Comunisti-non-so-cosa" che facevano sventolare un gigantesco striscione raffigurante il Che è stato aggredito da una folla inferocita che giustamente voleva vedere il palco e che invece si doveva accontentare del faccino barbuto del dottor Guevara. Lì la libertà di manifestare il proprio pensiero è andata in cortocircuito: i "simpatici" sinistroidi in maniera poco comunista pretendevano di innalzare il proprio striscione perché è loro diritto esprimere il loro pensiero, così come tutti gli altri invocavano il diritto di vedere, oltre che ascoltare, i vari Saviano, Lepri e Marcorè e persino Siddi. :)


Intanto Reporters continua ad interrogarsi sul significato filosofico, ontologico - mettetela come volete - della libertà di espressione. Sentitevi liberi esprimere opinioni e considerazioni su questo argomento attraverso la nostra fan page su Facebook, inviando un'email all'indirizzo joshuaevangelista@blogosfere.it o semplicemente attraverso lo spazio qui sotto. La prossima settimana verrà postato un articolo con tutti i contributi più interessanti.

P.S.: Durante il notiziario delle 20, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha criticato fortemente la manifestazione, rompendo la tradizionale cornice istituzionale del telegiornale della rete ammiraglia. Ne parleremo domani. Almeno oggi godiamoci la piazza. 

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5 commenti
5
06 Ott 2009
alle 19:11

Joshua Evangelista

Marta diciamolo a tutti che non ti ho pagato per il commento! :)

Grazie...

4
05 Ott 2009
alle 23:32

Marta

Ancora una volta ci hai messo il cuore... è questo il vero giornalismo...

E come diceva il buon Abe Rosenthal (defunto direttore del New York Times e Premio Pulitzer),

"IL VERO GIORNALISMO RIMANE UNA SCOPERTA CONTINUA, UN ESERCIZIO E UN'AVVENTURA INTELLETTUALE. ED è PER QUESTO CHE SI PUò FARE SOLO SE SI è INDIPENDENTI".

Ancora una volta grazie. Per tutto l'amore che ci metti.

3
05 Ott 2009
alle 20:27

Joshua Evangelista

Caro Arturo, grazie a te per averci rappresentato. In effetti il tempo messo a disposizione per parlare di un aspetto così importante della libertà di espressione era davvero esiguo.

Senza voler polemizzare, alcuni inteventi potevano benissimo essere tagliati per dare così più spazio alle problematiche della rete, "virus" dell'informazione.

Peccato, in quest'ottica abbiamo dimostrato un po' di provincialismo. E pensare che paradossalmente è stata proprio la rete il fulcro delle adesioni...

2
04 Ott 2009
alle 21:06

dani

questa manifestazione è solo politica, non c'entra niente con la libertà di stampa, ridicoli sono quelli che vogliono farlo credere, ma la gente ha capito che è solo una GUERRA FREDDA CONTRO BERLUSCONI!!!!!

1
04 Ott 2009
alle 11:47

Arturo Di Corinto

Grazie per aver fatto questo bel report della manifestazione.
Purtroppo l'organizzazione che mi ha invitato a intervenire all'ultimo momento mi ha ribadito che mi avrebbero dato solo 30 secondi e non di più. E io sono stato ai patti. Avrei voluto dire molto di più, lo puoi immaginare....

Arturo

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