Google risponde a Murdoch: se vuole è libero di andarsene
Pubblicato da Joshua Evangelista alle 15:12 in Dibattiti, Mass-media domani, Web/Tech, World press

Non si è fatta tardare la risposta di Google alle minacce di Rupert Murdoch, che nei giorni scorsi non aveva escluso che i suoi giornali avrebbero potuto togliere il loro contenuto dal motore di ricerca optando per una fruizione unicamente a pagamento.
"Se un editore vuole uscire dai nostri servizi non deve fare altro che chiedercelo", ha spiegato un portavoce di del colosso creato da Larry Page e Sergey Brin. "In genere gli editori mettono i loro contenuti sul web perché vogliono che vengano trovati. Ecco perché sono in pochi a scegliere la via dell'esclusione da Google News e dai risultati del search".
Da Mountain View, la sede di quella che il tycoon australiano ha definito un'azienda "cleptomane", fanno inoltre sapere che non ci sarebbe alcun problema tecnico nella rimozione dall'indicizzazione gli articoli di, tra gli altri, New York Post, Wall Street Journal, Sun e Times: "Esistono degli standard tecnici molto semplici utilizzati da milioni di webmaster per dire ad un motore di ricerca di non indicizzare una pagina web o persino una singola fotografia".
Ad oggi sembra davvero improbabile, ad ogni modo, un'effettiva azione drastica della News Corp. Come ha giustamente scritto Mauro Vecchio su Punto Informatico, Google e Google News si sono rivelati i principali percorsi di traffico verso le pagine online del Wall Street Journal, con una percentuale vicina al 25 per cento. Non solo, il 44 per cento dei nuovi visitatori del quotidiano proviene dai motori di Google".
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