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Buon 2010 da Reporters: che sia un anno di libertà di stampa e informazione obiettiva (e intanto vediamo cosa è successo nel 2009)

Joshua Evangelista avatar Giovedì 31 Dicembre 2009, 12:10 in Cronaca giudiziaria, Current Affairs, Deontologia, Dibattiti, Giornalisti e cdr, Historia magistra vitae, Interviste, Libertà di espressione, Mass-media domani, Mass-media oggi, Protagonisti, Television, Web/Tech, World press di Joshua Evangelista

E' stato l'anno di Eluana Englaro, del terremoto in Abruzzo, delle repressioni in Iran, della tragedia di Viareggio, del No-B day, dello scandalo Marrazzo . E' stato anche, più modestamente, il mio primo anno alla guida di questo blog. 

Non amo particolarmente i bilanci a caldo, da sempre azzerati dai posteri. E' altresì doveroso ringraziare chi ha supportato, in questo 2009, il mio lavoro. Un grazie di cuore a Carlo Felice Dalla Pasqua, il papà di Reporters, dal cui ingegno è nato questo progetto. A Blogosfere, che ha creduto in me rendendo "luogo comune" la convinzione che in Italia nessuno investa più sui giovani.

Grazie soprattutto a voi, cari lettori di questo spazio. Avete commentato, criticato, esaltato, appoggiato, condannato questo blog. Siete stati e siete la costante spina nel fianco con la quale confrontarsi per fare un lavoro sempre migliore. 

A dicembre, secondo la classifica Wikio dei blog italiani, Reporters è stato il 163esimo blog più citato d'Italia. Una bella soddisfazione, per chi umilmente cerca ogni giorno di raccontare "il mondo di chi racconta il mondo".

Scrivere di libertà di espressione nel mondo, di censura, delle nuove frontiere tecnologiche dell'informazione e di deontologia non è appetibile quanto linkare video di nudo o di gossip (con tutto il rispetto per chi lo fa). Ma, come direbbe Alessandro Manzoni, confidando nella comprensione affettuosa dei suoi quattro lettori abituali, Reporters è riuscito a portare avanti il suo lavoro.

Che anno è stato, quello di Reporters? Cerchiamo di ripercorrerlo insieme (tentando di non annoiarvi troppo).

Abbiamo seguito da vicino (tra i pochissimi in Italia) tutto lo sviluppo dell'arresto delle giornaliste Laura Ling ed Euna Lee in Corea del Nord, fino alla liberazione finale. Lo stesso per la statunitense di origini iraniane Roxana Saberi. Abbiamo raccontato la condizione dei giornalisti in Eritrea, Sudan, Cuba, Venezuela, Cina, Russia e in tante altre parti del mondo. Abbiamo raccontato i "cinguettii" dei citizen journalist iraniani.

Abbiamo intervistato professionisti fuori dal comune come Piervincenzo Canale, direttore del coraggioso Africanews.it, Massimo Alberizzi, storico corrispondente del Corriere della Sera, Nello Rega, impavido giornalista e scrittore nonostante le minacce dell'estremismo islamico, Giuseppe Caramazza, fondatore dell'agenzia Cisa e grande studioso delle culture Masai.

Abbiamo seguito eventi di prim'ordine come il Festival del Giornalismo di Perugia e la Manifestazione sulla Libertà di stampa tenutasi ad ottobre a Roma, la più grande manifestazione al mondo su questo argomento.

Proprio il giorno dopo il terremoto dell'Aquila, ci siamo fermati per raccontare a caldo ciò che succedeva in Abruzzo .

Politicizzazione della Rai, banda larga, cultura digitale, futuro della carta stampata sono stati altri dei tanti temi affrontati. 

Mi fermo qui: preferisco guardare al futuro. Per l'anno che verrà ho in mente un taglio ancora più "social": vorrei dar voce a tutti i comunicatori (giornalisti, redattori, blogger, iscritti all'ordine, non iscritti, studenti, eterni studenti, scrittori, aspiranti, ex aspiranti...) che vorranno raccontare la loro esperienza di narratori. Le sfide, le ingiustizie, le vittorie e la vita quotidiana di chi ogni giorno mangia in maniera sregolata, passa ore davanti ad un computer, aspetta un intervistato sotto la pioggia o il sole cocente pur di informare.

Nei prossimi giorni riprenderemo l'argomento. Chi già da ora vuole lasciare un contributo può scrivere all'indirizzo joshuaevangelista@blogosfere.it o sulla fan page di Reporters su Facebook .

Che questo 2010 possa essere un anno di libertà di parola e di corretta informazione. Lo chiediamo ai vertici Rai, ad Augusto Minzolini, al sottosegretario Paolo Romani, all'AgCom, ai pochi imprenditori che controllano quasi tutti i media italiani, ai governanti di tutto il mondo.

Lo auguriamo ai cittadini iraniani, ai giornalisti calabresi senza scorta, al popolo viola, a quello nero, quello bianco, quello azzurro e quello verde. Noi, come sempre, staremo qui a raccontare.

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