Dal citizen-journalist al journalist-citizen
In Etiopia la libertà d'informazione fa un sostanzioso passo indietro. L'Adis Neger Newspaper, una delle più autorevoli pubblicazioni etiopi, ha interrotto la sua attività a causa delle costanti minacce.
Il direttore del giornale Mesfin Negash spiega che "il regime ha reso il nostro compito impossibile. La nostra era una piattaforma di pubbliche opinioni".
La paura di pressioni e violenza ha fatto sì che ben tre redattori del quotidiano abbandonassero, nel corso della settimana appena passata, il paese. La scelta di interrompere la stampa del giornale è stata presa per proteggere gli editori e i giornalisti da minacce reali.
Secondo il caporedattore, Abiye Teklemariam, "questo episodio è il culmine di mesi di persecuzioni e minacce da parte del regime.
Ciò che spaventava tanto le istituzioni etiopiche era il successo che l'Addis Neger stava avendo nel paese grazie alla sua formula innovativa: tanta interazione con i lettori, che liberamente potevano raccontare le loro storie e dire la propria opinione su politica e società.
Anche a livello imprenditoriale il modello era nuovo per il paese: creato da sei giornalisti, il quotidiano era diviso in quote associative che venivano espanse ai giornalisti che man mano si aggiungevano alla redazione.
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