Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Cielo molto nuvoloso sulla sede Sky della Salaria (e non è solo un gioco di parole, qui a Roma si preannuncia un'altra giornata di pioggia). Oggi sarebbe dovuto essere il giorno d'esordio di Cielo - il canale pensato da Sky per insediarsi nel digitale terrestre - ma inaspettatamente è arrivato lo stop dal governo.
Il Dipartimento per le Comunicazioni del ministero dello sviluppo economico non ha ancora concesso l'autorizzazione. Ciò che non convince il governo e in particolare il sottosegretario Romani è la pratica con la quale il gruppo editoriale dell'Espresso affitterà i suoi ripetitori sul digitale terrestre a Sky.
Il manager del progetto Cielo, Gary Davey, afferma seccato che "le nostre carte sono in ordine sul piano legale. Peraltro noi abbiamo preparato un canale bello e gratuito, che avrebbe impreziosito il digitale terrestre. Per questo, eravamo convinti che la nostra richiesta di autorizzazione sarebbe stata gestita dal governo con quella velocità, quell'efficienza e quei sorrisi che ha promesso in questi giorni il ministro Brunetta".
Repubblica, polemicamente (per duplici e ovvissimi motivi), mette in evidenza un trattamento diverso nei confronti degli altri due protagonisti del Digitale Terrestre: "Nelle scorse settimane - si legge su Repubblica.it - il ministero ha permesso la messa in onda sul digitale terrestre dei canali targati RaiSat senza una specifica autorizzazione (i canali vengono considerati una diretta emanazione di quelli di servizio pubblico come RaiUno). I canali Mediaset Premium sono tutti autorizzati, ma classificati come entità di servizio, che non offrono contenuti editoriali in senso stretto".
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