Dal citizen-journalist al journalist-citizen
E' ufficiale: mercoledì 23 dicembre piazza del Popolo sarà "occupata" da una manifestazione per la libertà di internet. Libera Rete in libero Stato è lo slogan.
Il sit-in è stato promosso dall'Istituto per le politiche dell'innovazione di Guido Scorza, una persona che ho avuto il piacere di conoscere e che stimo profondamente per la sua competenza e per la sua ponderatezza.
Nel manifesto si legge: "Internet è una piazza libera e sterminata in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono: Internet è la libertè, il luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversitè culturale e dell'innovazione economica.
Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati. Non lo accettiamo perché crediamo che in una societè libera l'apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.
Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti. Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte. Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano".
Con l'aggressione a Berlusconi e le successive uscite di Maroni e Schifani, la censura di internet è diventato un tema assai discusso. Come è vissuta la cultura digitale in parlamento?
Negli ultimi mesi ci sono state le proposte di legge di Gabriella Carlucci (leggi qui) e dell'avvocato del premier Gaetano Pecorella (qui) per sottoporre i siti di natura editoriale - senza spiegare quale sia questa "natura" - alla legge vigente sulla stampa. Senza dimenticarci l'articolo ammazza-blog contenuto nel disegno di legge sulle intercettazioni ad opera del ministro Alfano.
Questa l'atmosfera in cui si inseriranno le eventuali norme del prossimo disegno di legge post caso Tartaglia.
Altra questione che fa discutere non poco è la proposta del sottosegretario Paolo Romani sul "livestreaming": un'autorizzazione al governo per ogni sito o blog che trasmetti video in diretta come se fosse una televisione commerciale.
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