Dal citizen-journalist al journalist-citizen

La sua voce ci mancherà. Non un urlatore argentino alla Fabio Caressa nè un "Roberto-che-passa-a-Dino" (Baggio, ndr) alla Bruno Pizzul. Un telecronista pacato, che nei suoi 90 minuti settimanali colorava con le parole il calcio della Serie A e dell'Europa in maniera genuina, come se stesse raccontando una partita di calcetto tra vecchi amici pur mantenendo un profilo altamente professionale.
"Non esistevano più, purtroppo - scrive Carlo Nesti sul suo sito - le condizioni per il proseguimento del rapporto. Ed è giusto, dopo tanto tempo, cercare nuovi stimoli, rimettendosi in gioco".
Ha indossato la maglietta della tv di stato per trent'anni e "in un mondo senza bandiere, è bello sapere di essere stato un 'uomo-bandiera'. Ma ogni storia, almeno in questa dimensione terrena, ha un inizio e una fine".
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