Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Il terremoto ha distrutto completamente tutte le stazioni televisive di Port-au-Prince e anche il quartier generale della National Association of Haitian Media (Anmh) è crollato.
Solo tre radio (Signal Fm, Caraibes Fm e la filiale locale della Radio France Internationale) riescono ancora a trasmettere e hanno il compito di informare e canalizzare le notizie verso tutta la popolazione haitiana.
Una compagnia telefonica, la Voilà Haiti, è riuscita a ripristinare i servizi così come internet, seppur a singhiozzo, continua a funzionare. Il vero problema è trovare, tra le macerie, un luogo dove connettersi.
E' evidente che in queste condizioni diventa fondamentale il ruolo dei media stranieri, la risorsa più funzionale per coordinare aiuti e ricerche.
Per ovviare alla assenza quasi totale di informazione locale, Reporters senza frontiere ha annunciato che verrà installato un centro operativo da dove i giornalisti haitiani potranno seguire e coprire tutte le informazioni sulle ricerche e, sucessivamente, sulla ricostruzione.
Le operazioni inizieranno nella prossima settimana e il centro sarà dotato di computer, cellulari e generatori elettrici, donati dal gruppo editoriale canadese Quebecor, partner in questa iniziativa di Reporters senza frontiere.
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