blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Mafia e politica, una chiacchierata tra Roberto Saviano e Pietrangelo Buttafuoco

Joshua Evangelista avatar Sabato 2 Gennaio 2010, 14:04 in Cronaca giudiziaria, Dibattiti, Interviste, Protagonisti di Joshua Evangelista

Segnalo a tutti gli amici di Reporters quest'interessantissima intervista, su Panorama, di Pietrangelo Buttafuoco a Roberto Saviano su mafie e dintorni. Buttafuoco incalza pretendendo il riconoscimento del lavoro dell'attuale governo nella lotta alla criminalità organizzata, Saviano risponde in maniera onesta e non di parte separando però il ruolo della polizia da quello dei politici e dei vertici dei ministeri.  

Ecco uno dei passagi più rilevanti:

Buttafuoco: La destra, lei dice, ha tradito i valori antimafia. Ma come si spiega che proprio questo governo, presieduto dal “presunto mafioso” Silvio Berlusconi, abbia fatto più di ogni altro esecutivo contro la criminalità organizzata?

Saviano: Ho sempre fatto riferimento alla tradizione che fu della destra antimafia. Paolo Borsellino si riconosceva in questa tradizione. E spero e credo che questa tradizione importante sia ancora viva nella base dei militanti, soprattutto nel Sud Italia. Attenti, però: non è soltanto guardando ai numeri o a determinate scelte che si possono stabilire il merito e l’impegno complessivo di un governo. I governi spesso sono costretti ad agire contro le mafie quando queste divengono troppo pericolose per la vita del Paese. Ricordo che Giovanni Falcone fu chiamato da Claudio Martelli a costruire quella che poi sarebbe stata la superprocura antimafia, e questo avveniva durante un governo Andreotti. In un momento in cui ci furono, solo per fare qualche esempio, prima l’uccisione di Libero Grassi e poi, nel marzo 1992, quella di Salvo Lima. E poi c’è un’altra cosa molto semplice da dire, sempre a partire da questo esempio. Ricordo la lezione di Aldo Moro quando disse: “Lo Stato non è un monolite che va verso un’unica direzione”. Questo vale pure per i governi: valeva allora per il ministro della Giustizia Martelli, vale oggi per il ministro dell’Interno Maroni. Dopodiché non tutti gli arresti e i sequestri sono veramente importanti. Molti di questi arrestati venivano ricercati da anni, persino da decenni. Il contrasto antimafia vive anche, e spesso principalmente, di forza propria. Ovvero della continuità del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, che copre intere legislature. Ovvio che poi qualsiasi governo in carica si fregi del successo ottenuto. Ma quel risultato è il frutto di sforzi che giungono da ben più lontano, indipendenti dalla politica.

Segui Reporters su Facebook!

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere