Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Nel bene e nel male era simbolo della nostra Italietta cialtrona (e non solo calcisticamente). Con le sue "bombe", il pendolino e tutti gli altri espedienti trash tanto amati nella tv degli urlatori recitava il suo ruolo con genuina trasparenza. Chi lo ha conosciuto lo descrive come una gran bella persona.
In fin dei conti il suo essere caratterista non disturbava: un personaggio chiaro, senza ambiguità e piacevole per un pubblico di bocca buona. D'accordo, dobbiamo chiudere un occhio sulla sua "creatività" professionale, messa a disposizione dei lettori della Gazzetta dello Sport quando s'inventò di sana pianta una intervista a Zico.
Non proprio un bell'esempio per aspiranti giornalisti, ma a volte molto più divertente di tanti comici televisivi e "panettoniani" stipendiati profumatamente per distrarre chi non arriva a fine mese.
Social network e localismo secondo il Trota
Pubblicare i documenti di WikiLeaks, le ragioni del New York Times
Una gita a Pompei dopo il crollo della Domus dei gladiatori
Conservatori e società civile, storia di un amore da mid-term (mentre sorgono nu…
Fenomenologia dell'onorevole Laura Ravetto, fan del Blackberry
Denunciamo le compagnie per molestie telefoniche
Paola Saluzzi e il giornalismo "di pancia". La conduttrice di Sky Tg24 pomeriggio …
Festival giornalismo Perugia 2012: aboliamo l'Ordine dei Giornalisti o no?
Festival giornalismo 2012: da Severino a Gilioli e Facci, dibattito sul web
YouReporter querela La Repubblica: una questione di citizen journalism e reporter
alle 21:29
Roberto
Grazie Maurizio per quanto mi hai dato negli ultimi 30 anni da ragazzo ti seguivo sulla Gazzetta, poi in tutti i programmi televisivi, mi hai sempre distratto e divertito.
Ciao