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Fenomenologia dell'onorevole Laura Ravetto, fan del Blackberry

Joshua Evangelista avatar Martedì 21 Settembre 2010, 23:54 in Dibattiti, Television di Joshua Evangelista

Esiste un'etica dell'ospitata televisiva? Come deve comportarsi l'opinionista o il politico invitato dalla redazione di un programma d'approfondimento? Mi piacerebbe chiederlo a Laura Ravetto, sottosegretario del Dipartimento per i Rapporti col Parlamento del governo Berlusconi e ospite della puntata odierna di Ballarò.

Che la Ravetto avesse un debole per gli smartphone lo si era già capito nella puntata del 19 maggio 2009, quando Floris le aveva cortesemente chiesto di spegnere il telefono perché disturbava le telecamere e lei aveva risposto con una sagacia sconvolgente: "Non è un cellulare, è un Blackberry".

Chi guarda il programma da casa non può capire le dinamiche che gravitano intorno all'onorevole Ravetto. Certo, i telespettatori hanno potuto vedere con quale arroganza questa sera abbia affermato che i dati Ipsos presentati da Pagnoncelli sull'indice di gradimento nei confronti dei principali attori della scena politica italiana fossero falsati perché Berlusconi era dato al 40% "quando lui nelle piazze viene acclamato da tutti" (cosa usano i sondaggisti del Pdl, l'applausometro?).   

Ma il meglio di sè la Ravetto lo dà il secondo successivo ad ogni suo intervento, lo dà a partire da quella frazione di secondo in cui le telecamere smettono di inquadrarla e lei può dedicarsi alla sua attività preferita: leggere i messaggi arrivati sui Blackberry. Il plurale è voluto. Dietro di lei ci sono quattro assistenti che affannosamente le passano i vari cellulari dove la bionda deputata può leggere gli interventi da fare.

Questa scena è costante per tutta la durata del programma. Ci vorrebbero delle riprese più ampie, perché è giusto che da casa i telespettatori capiscano che ogni suo intervento è frutto di messaggeria mobile. Non è trasparente. Per carità, è lecito fare la marionetta, ma almeno abbia l'onestà intellettuale di far vedere chiaramente i fili che la reggono.

Il pubblico in trasmissione non apprezza. "Ma non si vergogna? Lo tenga spento il telefono" le urla una signora appena finita la puntata. Ma è impossibile fermare la droga dello short message. Mentre si fa fotografare con uno spettatore, all'orecchio un'assistente le rivela il contenuto dell'ultimo messaggio arrivato da Cicchitto. Dalle espressioni del viso pare che la Ravetto non abbia gradire molto. 

Perché questo articolo? Perché sono convinto che i telespettatori debbano avere gli strumenti per capire i protagonisti del teatrino dei talk show. Se da casa avete capito che il sindacalista Angioletti ha problemi di italiano ("evitare che i giovani rimanghino senza lavoro") e che Cota e Letta hanno fatto a gara a chi interrompeva più l'altro, magari non tutti hanno colto la grande maestria con la quale la Ravetto ha recitato alla lettera il suo copione arrivato via sms. 

Ha assorbito due ore e mezza di messaggini e li ha riportati fedelmente. La suggerirò al mio amico Marco Montemagno per la sua trasmissione Io Reporter: da buona "responsabile nazionale del settore comunicazione, immagine, propaganda del Popolo della Libertà" ha capito perfettamente che il futuro della comunicazione digitale è il mobile.

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6 commenti
6
25 Feb 2011
alle 16:52

Marcello Teofilatto

Leggo solo ora l'articolo, nel quale trovo scritto:

>Se da casa avete capito che il sindacalista Angioletti ha problemi di italiano ("evitare che i giovani rimanghino senza lavoro")

Forse ha qualche problema anche l'autore dell'articolo (a meno che non voglia imitare Emilio Fede): il sindacalista si chiama Angeletti (immagino fosse Luigi Angeletti, non Augusto Angioletti, sindacalista dei piloti di linea). Saluti.

5
19 Nov 2010
alle 19:01

giorgio

Trovo incredibile che il motivo per cui venga criticata e contestata una persona sia per l'uso del palmare e non per le idee che esponga e sostenga.  Siamo nell'anno 2010, nell'epoca del digitale e del wi-fi, un professionista si connette con il proprio ufficio e si fa trasmettere in tempo reale i dati, le statistiche e quant'altro ha bisogno. Allora dobbiamo criticare anche quelle "vecchie cariatidi" di politici che si presentano in televisione con pacchi di fogli di appunti. E' la medesima cosa, cambia il sistema forse a causa dell'aspetto generazionale. Cordiali saluti.

4
02 Ott 2010
alle 07:54

Marco

Credo che la ricostruzione fatta sia degna del più becero maschilismo. Persino gli aggettivi di qualche commento risultano funzionali a legittimare la versione secondo la quale le donne in politica rispondono solo ad alcune caratteristiche, soprattutto se provengono dalla destra. Esiste un metodo democratico per confutare una tesi: documentarsi. È quello che io ho fatto. La Ravetto ad esempio ha, nonostante la sua giovane età, una vita professionale alle spalle tale da poter reggere senza dubbio un qualsiasi confronto e lo dimostra nella sua attività alla Camera dove gode del rispetto pieno anche degli avversari politici. Certo di molte si sa e si legge, ma perchè se una è brava, bella e intelligente deve essere per forza anche altro? Probabilmente in quei contesti lì subisce la pressione del suo capo, ma pensate che gli altri siano liberi? E allora incoraggiamo chi fa bene il proprio lavoro e contestiamogli magari le cose che dice se ne siamo all'altezza.

3
24 Set 2010
alle 16:41

Andrea

articolo interessantissimo, grazie

2
22 Set 2010
alle 09:31

Luca

Anch'io c'ero a Ballarò!!! è una cosa scabrosa, il sottosegretario Ravetto aveva sempre il cellulare (ops, pardon), Blackberry alla mano per leggere i messaggini che le arrivavano! Che vergogna!

Grazie Mr. Joshua per questo articolo interessante.

1
22 Set 2010
alle 02:22

gianni

il problema è quel parac*lo di floris che accetta la claque governativa che fa le faccine e batte le manine a comando, santoro ha le palle e si è sempre rifiutato, chiunque sia l'ospite, c'è l'apposita claque per battere le manine, quando invece ci sono le brambilla, ravetto e altre succhiatrici presidenziali, è inevitabile la messaggistica in tempo reale, altrimenti si limiterebbero alla ripetizione dei comunicati dell'ufficio stampa di palazzo chigi...

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