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Radiografia del tg di Mentana

Joshua Evangelista avatar Giovedì 2 Settembre 2010, 09:30 in Dibattiti, Mass-media oggi, Television di Joshua Evangelista

Settembre, mese di cambiamenti importanti. L'anno scorso, di questi tempi, ci preparavamo alla nascita del Fatto quotidiano, il primo giornale a non usufruire dei finanziamenti pubblici. Quest'anno abbiamo invece assistito al ritorno sul piccolo schermo di Enrico Mentana, che col suo nuovo tg punta a infrangere il duopolio Minzolini-Mimum. 

Il mondo del web, gli ascolti e la critica televisiva stanno premiato l'innovazione pre-autunnale di La7 e il suo flusso informativo serale, che parte con il tg di Mentana e si conclude con "In onda", la striscia condotta da Luisella Costamagna e dal sempre più bravo Luca Telese.

Lunedì il tg di La7 ha ottenuto il 7,30% di share (con un picco dell'8,25%) consegnando così un pubblico nutrito all'approfondimento successivo del duo Telese-Costamagna. In un paese dove per informarsi alle 20 si deve scegliere tra 'il tg di regime che sta sul mercato' e quello che sta 'sul mercato appoggiando il regime', un eventuale terzo polo mediatico (concetto in realtà errato, che non esiste, ne' in politica ne' nel giornalismo televisivo italiano) non può che farci sperare.

Il tg di Mentana è ricco, parte dalla cronaca ma ha molta più politica rispetto, ad esempio, al suo primo Tg5. Pochi servizi e molto approfonditi e, se spogliamo il prodotto di grafica, sigla e bumper, ne esce il ritratto impressionistico del neodirettore.

Come mamma chioccia, Mentana accompagna i suoi telespettatori pulcini da una notizia all'altra, spiegandole e proteggendoli (i telespettatori) dai rapaci della malainformazione (gli altri tg).  Ne esce un prodotto molto piacevole, una sorta di artigianato dell'informazione.

Continuo a preferire la prosa asciutta di Sky Tg24, immediata e puntuale. Ma l'arrivo dirompente di Mentana, che finalmente cerca di attingere all'audience del web in maniera intelligente, è un "tuffo dove l'acqua è più blu" di cui veramente avevamo bisogno.

Concludo ribadendo quello che ha già scritto sul suo blog Tommaso Tessarolo: il resto della programmazione di La7 è ancora di basso profilo e spesso fuori target. Che Mentana sia la spinta a capire che la duplice lotta alla tv partitica e all'informazione della lacrima e del silicone si vince solo con la qualità. 

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