Conservatori e società civile, storia di un amore da mid-term (mentre sorgono nuovi mini-Obama)

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BOSTON - Aldilà dei soliti spot estremisti ripresi dalle tv di mezzo mondo (dalla candidata con il mitra al senatore che si tuffa vestito), sembra che i conservatori abbiano saputo ripercorrere saggiamente tutte le tappe che due anni fa avevano portato alla vittoria di Obama (ho scattato questa foto in un piccolo paese del New England).

Hanno fatto un uso molto mirato del web, da Facebook alle applicazioni per gli iPhone. E puntare alla comunicazione mobile, in un paese dove in quasi ogni via è possibile accedere senza restrizioni alle reti wifi, ha un peso non tralasciabile.  

All’elettore medio hanno detto che doveva riconquistare la propria sovranità, perché un aumento eccessivo delle tasse è sintomo di uno stato che va verso il fascismo o il socialismo (hanno usato i due termini in maniera interscambiabile, giocando sull’immaginario cinematografico di un popolo mai toccato dalla dittatura). Ma è soprattutto con i giovani, con le donne e con le minoranze etniche che l’obamizzazione dei repubblicani è stata evidente. 

In questa America che da blu (colore dei democratici) diventa rossa (repubblicani), c’è tuttavia un pezzetto di terra nel quale i progressisti hanno stravinto. Si tratta di uno stato piccolo, demograficamente quasi insignificante in confronto al Texas o alla California. Ma dalla portata storica e culturale senza eguali.

Stiamo parlando del Massachusetts, dove il governatore democratico Deval Patrick è stato appena rieletto. Nella cornice storica della Rivoluzione americana, nello stato delle università più prestigiose del mondo, i democratici hanno saputo vincere ribaltando i sondaggi, che indicavano all’unanimità la vittoria dei repubblicani. 

Del resto, quante possibilità di rielezione ha un governatore che ha aumentato del 25% le tasse statali e che strada facendo ha abbandonato una buona porzione delle riforme promesse in campagna elettorale?

Deval Patrick ricalca molto bene il modello Obama: è afroamericano, è originario di Chicago e con l’inquilino della White House condivide anche un consulente politico, David Axelrod.

Ma, al contrario di Obama, Patrick ha potuto contare su un fattore importantissimo: nel Massachusetts la disoccupazione non è cresciuta, mantenendo un tasso inferiore a quello del resto del paese (8,4% contro 9,6%). Questo è dovuto alla forza lavoro istruita impegnata nelle università, nell’alta tecnologia e nella sanità. 

Una differenza che potrebbe spiegare il perché della debacle di Obama e della riconferma del suo clone mignon.

Insomma, contro i problemi della vita di tutti i giorni, per gli impazienti americani non c’è Yes we can che tenga. 

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