Dal citizen-journalist al journalist-citizen
I lettori di I want media hanno deciso: è Julian Assange la figura mediatica che ha contraddistinto questo 2010. D'accordo con quanto già detto da quelli del Time (ignorati dalla redazione della celebre rivista, che ha ripiegato sul meno scomodo Mark Zuckerberg), i votanti del contest online non hanno avuto molti dubbi: 52% delle preferenze su una rosa di dieci candidati.
I want media, uno dei siti leader a livello mondiale per l'informazione sul mondo della comunicazione globale, aveva messo a disposizione dei suoi lettori altri nove papabili vincitori di tutto rispetto, ma che non hanno avuto nel corso dell'anno (a parte lo stesso Zuckerberg, probabilmente) un impatto così forte sui media. Oltre al già citato fondatore di Facebook, contro Assange "gareggiavano" l'iperconservatore della Fox News Glenn Beck, Tina Brown (già direttrice di Newyorker e Vanity Fair, aveva tentato di fondere il suo Daily Beast con Newsweek), il blogger di gossip Nick Denton, i ragazzi del Jersey Shore (il reality che prende in giro gli italoamericani), Steve Jobs, Rupert Murdoch, Sarah Palin e Randy Micheals, controverso CEO del Tribune. Il fondatore di WikiLeaks segue ai "ragazzi" di Twitter, primi nel 2009.
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