Dal citizen-journalist al journalist-citizen

Esattamente due mesi fa, l'8 settembre, Liu Xiaobo vinceva il premio Nobel per la pace. Sconosciuto ai più, la scelta del Comitato d'assegnazione aveva invece diviso gli addetti ai lavori. Rsf ha chiesto ad attivisti e premi Nobel di rispondere alle principali critiche avanzate dagli scettici sulla figura di Xiaobo.
Critica 1. E' un dissidente "all'occidentale". Concepisce la democrazia secondo i canoni occidentali, difficilmente esportabili in Cina. Risponde Perry Link, professore di Letteratura cinese a Princeton: "Liu si è formato con i pensatori degli anni '80. Rimanendo anche molto deluso da alcuni modi di pensare degli intellettuali occidentali. Charter 08 (il manifesto di cui è coautore, ndr) riflette valori universali, ispirati sì da Francia e Stati Uniti, ma anche dalle leggi sui diritti di Sud Africa, Taiwan, Cecoslovacchia e ovviamente dalla Dichiarazione dei Diritti Universali dell'Onu. Dire che i suoi obiettivi non potranno mai essere raggiunti è una critica inconsistente e stupida. Mi sembra un'affermazione politica di parte, non una previsione storica".
Critica 2. Liu Xiaobo è poco noto in Cina. La stragrande maggioranza della popolazione cinese non ha mai sentito parlare di lui. Risponde Teng Biao, attivista e professore di Diritto a Pechino. "Le autorità cinesi fanno di tutto per mantenere un sistema educativo che promuove l'ignoranza. Ciononostante, Liu lotta per la pace da circa 20 anni. E' uno dei principali autori del Charter 08, che esplicita quali sono le riforme politiche necessarie per la Cina e influenzerà sempre più intellettuali cinesi e, tramite loro, il resto del paese. La scelta della Commissione del Nobel accelererà il processo per portare la pace in Cina. E chi ha questa consapevolezza ringrazia Liu dal profondo del cuore".
Critica 3. Liu Xiao è un accademico, un filosofo e uno scrittore: fa parte dell'élite. Non rappresenta le masse cinesi. Risponde Li Xiaorong, docente all'università di Pechino prima di essere stata costretta all'esilio dopo gli eventi dell'89: "Il fatto che Liu Xiaobo sia stato arrestato per aver pubblicato i suoi articoli e per aver avuto da ridire sui media locali è dovuto alla censura e ciò non significa che non portasse avanti le preoccupazioni e le speranze del popolo cinese. Azzittirlo e poi accusarlo di non dar voce alle preoccupazioni delle masse, o di non rappresentarle, è un'argomentazione profondamente debole. L'unico modo per dimostrarla sarebbe annullare la censura in Cina e permettere agli articoli e ai libri di Liu di circolare liberamente, permettendo così ai lettori poter discutere sulle sue idee".
Critica 4. Alfred Nobel scrisse che il suo riconoscimento annuale avrebbe dovuto premiare qualcuno che "abbia fatto la miglior opera per la fraternità tra le nazioni, per l'abolizione o la riduzione degli eserciti permanenti e per la promozione di congressi di pace". Xiaobo non sembra aver avuto un ruolo decisivo per la promozione della pace. In cosa si differenzia da un ordinario attivista politico? Risponde Wang Longmeng, nel 1989 tra i partecipanti alla protesta degli studenti di piazza Tienanmen. "Oggettivamente molti "democratici" cinesi avrebbero meritato questo premio. Ma per la sua conoscienza e per la sua attuale condizione, Liu meritava più di tutti. Ci sono tre categorie di persone che si sono opposte a questa decisione. Ci sono quelli che non sanno chi sia Liu Xiaobo; possono ancora essere convinti. Poi ci sono le persone gelose che avrebbero voluto ricevere loro il premio; è impossibile convincerle. Infine ci sono quelli che supportano il goveno cinese. Cercano in tutti modi di calunniare Liu. Qualunque cittadino cinese vincitore del premio sarebbe stato criticato da tutte e tre le categorie. Il loro target è il premio Nobel, non Liu".
Critica 5. L'Europa prova a dare una lezione di democrazia alla Cina quando i suoi sistemi democratici sono ben lontani dall'essere perfetti. QUesta decisione della Commissione potrebbe essere vista come un tentativo inappropriato di dare una lezione alla Cina. Risponde Chang Ping, attivista per la libertà di stampa: "Le democrazie occidentali hanno ancora molte falle ma questo non ferma gli europei dal cercare di fare cose per sostenere la pace nel mondo. Non c'è niente di male se i difensori dei diritti umani europei incoraggiano quelli cinesi. Anzi, penso che sia una cosa molto positiva. La democrazia è un processo, non un risultato. I cinesi non hanno bisogno di persone che insegnino loro la democrazia, ma hanno bisogno di essere incoraggiati e sostenuti".
Critica 6. Il Premio Nobel per la Pace è diventato troppo politicizzato. Prima Obama e ora Liu Xiaobo. La commissione è lontana dalle intenzioni iniziali e cerca di immischiarsi in affari interni e internazionali che non la riguardano. Risponde Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace nel 2003: "Quando i diritti umani sono rispettati secondo degli standard universali, abilitano le persone a vivere in armonia. Non c'entrano niente con occidente e oriente, capitalismo o socialismo. Rendere tributo a un attivista non è un'interferenza con le questioni interne perché questi diritti sono universali".
Il Premio Nobel per la Pace viene deciso da OSLO, NORVEGIA, NON STOCCOLMA, Svezia!!!
Mary Lokken
"La scelta di Stoccolma" non è esatto, il Nobel per la pace viene consegnato ad Oslo da una commissione Norvegese.
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alle 14:09
Joshua Evangelista
Avete perfettamente ragione, il titolo è stato cambiato. Grazie per l'attenzione e scusate ancora per l'imprecisione. :)