Dal citizen-journalist al journalist-citizen

Masi è in piedi. Come tutta la platea. Si guarda intorno, un po' goffo, mentre applaude verso il palco. Sa che deve applaudire, sa che anche da "lassù" gli avrebbero suggerito di farlo. Del resto vicino a lui ad applaudire c'è anche il ministro La Russa, super-esponente di "lassù".
Lo scroscio bipartisan di mani è rivolto tutto verso lui. Roberto Benigni riesce a catturare l'attenzione dell'Italia intera con un monologo di 45 minuti. Non è poco. Un'esegesi di tre quarti d'ora sull'Inno di Mameli è cosa assai anti-televisiva. Ma lui riesce egregiamente a mantenere l'attenzione sempre viva, che si parli di nipoti di Mubarak o del patriota poeta ventenne poco importa.
In tre quarti d'ora ci fa dimenticare del cachet da 250 mila euro, non ci accorgiamo nemmeno che ogni tanto scantona nella retorica. E se in chiave postmoderna avessimo bisogno di trovare un simbolo per rappresentare un'Italia unita nonostante tutto, beh Benigni ne sarebbe la giusta effigie.
E allora Masi batti anche tu le mani a questo comico toscano proletario nelle tradizioni ma non nel portafoglio, perché oggi, per motivi diversi, tutti ci sentiamo un po' più italiani. Almeno fino a quando la Canalis non apre bocca.
condivido quello che dice Manuela ......Roberto sei grande
io i 250.000 li considero RRFURTIVA RECUPERATA...guarda un pò come sono varie le opinioni...
Alla trasmissione di Fazio non ce lo volevano Benigni, perciò si rifiutarono di pagarlo e lui andò senza cachet..ha fatto bene a chiederli...meglio a lui che in rinborsi spese a Minzolini
^_^
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alle 14:56
gianni
http://notiziefresche.info/e-ufficiale-il-cachet-di-benigni-devoluto-in-beneficenza_post-80496/