Dal citizen-journalist al journalist-citizen
"Le notizie non appartengono a nessuno, sono di tutti, di chi è sul terreno sotto le bombe e di chi è lì che le guarda". A dirlo non è stato un purista del web libero, ma Mohamed Nanabhay, direttore del sito inglese di Al Jazeera. E non lo ha detto in uno dei tanti meeting in favore dei Creative Commons.
Era il 27 dicembre 2008 e alle 11.30 50 tra jet ed elicotteri israeliani cominciarono a bombardare la striscia di Gaza. Era l'inizio di una guerra che sarebbe durata tre settimane. E a Gaza c'era solo Al Jazeera.
E cosa decide Mohamed? Mette tutto il materiale online in Creative Commons. Wired, che propone su carta e su web l'intervista Nanabhay, afferma giustamente che questa decisione ha riscritto le regole del giornalismo mondiale.
Noi che tanto ci divertiamo a mettere sulle nostre testate Riproduzione riservata anche se si tratta di un'agenzia di tre righe dovremmo fare un paio di serie riflessioni.
Social network e localismo secondo il Trota
Pubblicare i documenti di WikiLeaks, le ragioni del New York Times
Una gita a Pompei dopo il crollo della Domus dei gladiatori
Conservatori e società civile, storia di un amore da mid-term (mentre sorgono nu…
Fenomenologia dell'onorevole Laura Ravetto, fan del Blackberry
Denunciamo le compagnie per molestie telefoniche
Paola Saluzzi e il giornalismo "di pancia". La conduttrice di Sky Tg24 pomeriggio …
Festival giornalismo Perugia 2012: aboliamo l'Ordine dei Giornalisti o no?
Festival giornalismo 2012: da Severino a Gilioli e Facci, dibattito sul web
YouReporter querela La Repubblica: una questione di citizen journalism e reporter