Festival giornalismo 2012: da Severino a Gilioli e Facci, dibattito sul web

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Paola Severino VS blogger italiani: dal Festival riflessioni e dibattiti per salvare la Rete da chi di blog e web 2.0 non sa assolutamente niente

severino-gilioli-blog-festival.jpg Stamattina all’incontro del Festival che ha ospitato il Ministro Paola Severino, la nuova paladina in stile Alfano della crociata contro la Rete ha affermato che serve una regolamentazione per il blog.

Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino ma lo deve fare seguendo le regole: credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog“, ha dichiarato. Ma forse la Severino non pensa che bisognerebbe fare una moratoria alle idiozie dei politici, in particolare per quanto riguarda la Rete. Perché alla Severino sfugge che i blog sono già abbondantemente sotto la giurisdizione italiana, e che se un blogger diffama viene già perseguito dalla legge.

Nel pomeriggio al Festival si è parlato poi degli usi della Rete con particolare attenzione al blog, con i blogger Alessandro Gilioli, Massimo Mantellini, Alessio Jacona e Filippo Facci.
Ha detto Gilioli: “Quello che spiace è che anche questo prestigioso governo di tecnici che si vanta di aver dato il via a un governo digitale, stia lavorando contro la Rete e contro la libertà di espressione“.

Alla domanda se abbia ancora senso scrivere un blog Gilioli risponde con un “chi se ne frega“: l’importante è la funzione che i blog hanno, e cioè consentire una conversazione che rompa i cancelli delle elite. Il blog ha rotto il muro dell’aristocrazia culturale, ha consentito la pubblicazione qualsiasi tipo di contenuto e di opinione. Democratizzazione, in una parola.

Mantellini, il più anziano blogger dice: “Ora è molto importante il tempo reale, gli status, Foursquare, però dopo cinque minuti è tutto scomparso. In un blog tutto quello che è stato scritto cinque anni fa resta conservato lì e ipoteticamente ogni discussione può essere recuperata e riaggiornata“.

Anche Alessio Jacona pensa che il blog debba avere un ruolo che va oltre la dittatura dell’audience: “Le informazioni circolano in maniera sempre più veloce ed è difficile andare dentro alle cose. Il mestiere del giornalismo è cambiato ed è passato dal riferire le notizie per primo ad essere chi fa l’approfondimento“.

Andando avanti nel dibattito, Gilioli afferma che non si può definire che cosa è blog e cosa no: “Per fortuna il blog ha delle caratteristiche libere, tra commenti e iperlink, ognuno fa quello che vuole; è vero che raramente viene usato per le breaking news, ma è anche vero che rinchiudere il blog nell’ambito dell’approfondimento è come etichettare anche questo strumento e sollevare dei muri“.

Approfondimento, opinione, riflessione, insomma il blog dovrebbe essere un medium “di nicchia“. Eppure Filippo Facci fa un’analisi critica sulle nuove “autostrade dell’informatica“: stiamo tutto il giorno soli su internet ma non abbiamo più il coraggio di parlarci faccia a faccia, né momenti di solitudine in cui non c’è nessuno intorno a noi oppure oltre uno schermo”.

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