Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Corpi nudi, soubrette sceme e opinioniste sexy: in Italia l'immagine della donna è volgare e degradante. A furia di insistere nelle piazze e in Rete si parla di rinascita del neofemminismo
Noi donne siamo chiamate a svolgere un ruolo molto importante in questo momento storico, che deve essere portato alla luce. Facciamo spesso fatica ad affermarci nella società e soprattutto nel mondo del giornalismo e dei media.
Come si parla della donna nei media? L'Italia è un Paese per donne? La donna è costretta a fare la figura della scema in tv oppure no? Perché i media sono sempre così critici e negativi verso le donne, soprattutto verso le donne che riescono a raggiungere un certo ruolo nella società? Come si può superare questa situazione? A questa ed altre domande ha cercato di rispondere il dibattito del Festival dal titolo "Donne e media", con la fondatrice di Women Cristina Sivieri Tagliabue, Giovanna Cosenza dell'Università di Bologna, Natascha Fioretti dell'Associazione Pulitzer, Loredana Lipperini della Repubblica, Jane Martinson del Guardian.
Il mondo è degli uomini. In Italia solo il 33,7% dei giornalisti sono donne, solo il 4% dei dirigenti sono donne, solo il 2% le donne direttrici, 3% le vicedirettrici, il 16% le donne che fanno notizia in quanto vittime. L'immagine femminile in tv è per il 42,8% quello della velina e della donna spettacolo, per il 42% quello della vittima o del carnefice e per il 23,8% quello dell'esperta (Dati Censis).
Dice Loredana Lipperini, giornalista della Repubblica: "Alla luce di questi dati è molto difficile essere ottimisti. L'Italia non è un Paese per donne per tantissimi motivi, che riguardano il gap di stipendi, i servizi, l'immagine, ecc. Da pochi anni a questa parte le cose sono molto peggiorate, perché la questione delle donne retrocede storicamente nei momenti di grave crisi economica come questo. Inoltre Berlusconi ha lasciato uno strascico enorme: quelli che reggono il sistema dei media relativamente alle donne sono dei canoni berlusconiani".
Le risponde Jane Martinson, giornalista del Guardian: "Noi del Regno Unito ci siamo chiesti a lungo perché le donne italiane abbiano permesso a Berlusconi di fare tutto questo. Ora lui è andato via ma le cose non vanno meglio. Il servizio pubblico inglese, come per esempio la BBC, non permetterebbe mai che una donna venga mostrata in tv come un oggetto; in Italia è invece culturalmente normale".
Il problema donne e media non è ovviamente solo un problema italiano, ma anche di altri Paesi. Ma se non si modifica il modello culturale non si modifica nulla. Un dibattito molto interessante a cura di Associazione Pulitzer.
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