Dal citizen-journalist al journalist-citizen
Una mostra fotografica che racconta l'invisibilità di uomini ai margini della società. Incontrati, ascoltati e ritratti dalla sensibilità umana e artistica di Giulio Merli
A Pavia la fotografia si impegna nel sociale.
La mostra fotografica sul tema dell'invisibilità dal titolo "Le Dimore Invisibili" di Giulio Merli sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, e sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. L'ingresso sarà aperto da Piazza Cavagneria.
Pavia Fotografia proporrà una collettiva di propri scatti in concomitanza con la mostra: si tratta di un'Associazione Culturale senza fini di lucro, che si dedica alla divulgazione dell'arte e della cultura fotografica. Da oltre dieci anni opera sul territorio pavese, promuovendo e organizzando attività ed esposizioni, l'ultima questa mostra.
Ogni vicenda di grave emarginazione riguarda l'intimità delle persone, il loro spazio privato, fino a scalfire l'ultima difesa dell'io (foto: Giulio Merli). L'intimità infatti non riguarda solamente la sfera del domestico e della vita privata, ma anche le relazioni amicali e di parentela, quelle lavorative, istituzionali, politiche.
La disgregazione di questa intimità passa per l'emarginazione nella società, raccontata nelle immagini di Giulio Merli attraverso scatti che ritraggono autentiche dimore: locali abbandonati con finestre senza vetri, frigoriferi usati come armadi, soluzioni abitative estreme, "anticamera della strada", luoghi di protezione dell'intimità, di rigenerazione dell'identità personale.
Da una testimonianza di un "invisibile": "Gli altri possono pensare che faccio il guardiano, che non ho la casa, che sono un deficiente o che non voglio pagare le tasse; dà adito a mille pensieri una sistemazione come questa. Però, piuttosto che pensare alle sfumature, gli estranei potrebbero parlare con me attorno ad un tavolo e chiedermi".
Alcune altre parti del reportage sono visibili al sito di Giulio Merli.
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