La Repubblica, giornalismo e precariato: in maternità ottiene giustizia dopo dieci anni

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Una storia dal mondo del lavoro giornalistico, ma una storia che è segno dei nostri tempi: precarietà e tempi lunghissima per avere giustizia

maternità-scuola-precaria.jpg Precariato e (poco) diritto del lavoro, discriminazione femminile, burocrazia e tempi infiniti dei tribunali per ottenere giustizia.
Sembra quasi impossibile immaginare di peggio, eppure non lo è: perché a volte una storia può contenere contemporaneamente tutti questi mali della società italiana.

A Genova una giornalista precaria della Repubblica ha lavorato anche durante il periodo di congedo obbligatorio per  maternità e ha fatto causa al quotidiano.

Dopo ben dieci anni la sezione lavoro del tribunale di Genova ha riconosciuto il diritto all’assunzione, a fare data dal 2002, a favore della giornalista precaria (foto: Infophoto): il giudice Marcello Basilico, magistrato a Genova, ha sentenziato l’obbligo di assunzione per La Repubblica.

L’Associazione Ligure dei giornalisti ha spiegato infatti che “la sentenza contiene anche due importanti decisioni con risvolti penali: il riconoscimento delle violazioni dei diritti del lavoro in tema di maternità, contestata al dirigente giornalistico e l’ipotesi di falsa testimonianza per quanto riferito nel procedimento da un dirigente del gruppo editoriale“.
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